Di Serena Savardi
Per qualche stagione ci siamo sentiti ripetere che il vero lusso non alza la voce: neutri, tagli puliti, nessun logo ma le sfilate Primavera/Estate 2027 di New York, Milano e Parigi ci hanno raccontano un'altra storia.
La moda ha ripreso a parlare forte e chiaro, portando in passerella colori, frange, ricami e cristalli, anche se il quiet luxury rimane una tendenza che non esce di scena ma continua a raccontarci la visione di certe maison. Così, conclusosi definitivamente il lungo mese della moda, è il momento ideale di fare un recap puntuale di tutto quello che ha catalizzato l’attenzione sulle passerelle.
Con le tendenze presentate per la prossima Primavera/Estate 2027 l'estetica del quiet luxury entra in una fase di transizione e ridefinizione: se da un lato rimane un pilastro sartoriale misurato, dall'altro inizia a cedere il passo a un desiderio di maggiore personalità, imperfezione e sperimentazione.
Jil Sanders, ad esempio, ha preso il concetto di uniforme rendendolo meno rigido attraverso volumi inaspettati e giacche che sembrano ristrette all'ultimo per calzare perfettamente sul corpo delle modelle, pur mantenendo una palette cromatica che risponde perfettamente a quella che il quiet luxury individua come propria: toni neutri e mai troppo accesi si mescolano con un’eleganza versatile.
Anche Bottega Veneta immagina l'estate come l'occasione per “indossare meno e sentire di più” riprogettando lo spazio tra il tessuto e il corpo togliendo peso e sovrastrutture ai capi e dando vita a una collezione che, sembra sposarsi anche con la visione presentata oltreoceano da Calvin Klein che ha fatto del minimalismo e dell’assenza di decorazioni un manifesto.
La semplicità del quiet luxury ha guidato anche la mano di Nicky Zimmermann che ha presentato una collezione pensata e creata per “sue simili”: raffinata, elegante e mai eccessiva.
Ed infine Stella McCartney che, tra completi sartoriali e colori pastello, ha consacrato uno dei pilastri delle tendenze che guideranno la prossima stagione: gli hot-pants.
Ma il vero protagonista della prossima stagione sarà lo stile massimalista declinato nelle sue più diverse sfaccettature non solo attraverso volumi accentuati da balze e volant, ma anche grazie ad accostamenti anarchici, colori metallici, paillettes e lavorazioni tridimensionali.
L’opulenza dell’oro è tornata protagonista in più di una maison partendo da Saint Laurent che l’ha detta lunga sulla nuova direzione di una certa moda, e frange metalliche applique hanno fatto il giro del web dopo aver sfilato nella città del futuro portata in scena da Louis Vuitton.
Stampe animalier, fantasie floreali e motivi tridimensionali hanno conferito carattere anche ai look più semplici, prendendo possesso di due capi che rappresenteranno la primavera: il trench e la gonna.
L’arte del layering, che è ormai diventato il modo più furbo per avere un guardaroba infinito senza spendere un patrimonio, ha raggiunto un livello di elaborazione mai ha toccato prima trasformando quel fare tipico della GenZ in un look da passerella.
Ed infine anche il mondo dello sportswear è sceso in passerella reinterpretando il preppy, i capi tecnici e le mise rubate da certi campi da gioco segnando il ritorno di una moda sì massimalista ma indossabile da tutte, tutti giorni.
Alla fine, più che una sfida tra due fazioni, quella della Primavera/Estate 2027 sembra stata più una conversazione. Il quiet luxury non ha abbandonato la scena ma smette di sussurrare sempre la stessa cosa mentre il massimalismo è tornato a farsi sentire senza dimenticare che si deve poter indossare. In mezzo c'è chi sceglie, chi mescola e chi, come sempre, deciderà davanti allo specchio perché se le passerelle dettano la direzione, è lo stile personale a fare la differenza.
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