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Il monologo19 gennaio 2026

Martina Nasoni e il trapianto di cuore: "La donazione non toglie la vita, ma la trasforma"

Martina Nasoni racconta in un monologo a Le Iene il trapianto di cuore che le ha salvato la vita: "Dietro ogni trapianto c'è una famiglia che nel momento peggiore della sua vita ha detto sì"
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Martina NasoniMartina Nasoni

Martina Nasoni racconta la lotta contro una grave patologia cardiaca congenita e culminata in un trapianto di cuore che le ha permesso di rinascere.

Nel suo monologo a Le Iene, Martina spiega: "Il 20 agosto mi è stato trapiantato il cuore perché ero affetta da una grave patologia che mi accompagnava fin dalla nascita. A 12 anni ho dovuto imparare a convivere con un pacemaker che ho soprannominato Bob. Era il nome del mio orsacchiotto preferito".

"È stato scelto per accompagnarmi per paura che quel cuore potesse in qualche modo tradirmi, proprio come era successo a mia nonna a soli 30 anni", racconta. Poi il momento più difficile: "A un certo punto, però, il mio corpo ha deciso che non ce la faceva più. E quando questo succede, o qualcuno ti dà una una possibilità, o finisce lì".

Oggi Martina vive grazie a un gesto che arriva da lontano e da una famiglia che non conosce: "Oggi vivo con il cuore di una persona che non ho mai conosciuto, che non sa che lavoro faccio, che voce ho o che sogni ho. Eppure questa persona mi ha salvato la vita".

Nasoni lancia un messaggio di sensibilizzazione sulla donazione degli organi: "Donare un organo non è perdere qualcosa, è continuare. E dietro ogni trapianto non c'è un miracolo. Ma una famiglia che nel momento peggiore della sua vita ha detto sì".

"Io ogni giorno cerco di essere all'altezza del regalo che ho ricevuto, quindi informatevi, parlatene. Non vi chiedo di essere degli eroi, ma solo consapevoli, perché se io sono qui è grazie ad una scelta. La donazione non toglie la vita, ma la trasforma. E se oggi mi sentite parlare è perché qualcuno nel buio più assoluto ha acceso una luce per me", conclude la vincitrice di Grande Fratello 16.

Martina Nasoni racconta la sua storia a Verissimo

Martina Nasoni aveva raccontato la sua storia, che ha ispirato il brano di Irama La ragazza con il cuore di latta, anche a Verissimo: "Ho iniziato ad apprendere di avere questa cosa da subito, dai tre anni. Sin da bambina prendevo le mie medicine", aveva spiegato, raccontando come crescendo si fosse resa conto di essere diversa dagli altri, anche nelle passioni come la danza.

Negli anni, la malattia aveva generato anche rabbia: "È come avere il cervello che vuole fare dieci, ma il corpo riesce a fare sette. Ti senti sempre un passo indietro a tutto e tutti". Dopo il trapianto, però, qualcosa è cambiato: "Oggi il trapianto non è più visto come l'ultima spiaggia come accadeva prima, ma come un inizio", ha detto, raccontando anche il commovente saluto al suo vecchio cuore: "È stato un momento molto intenso, era un po' come se salutassi mio figlio. Gli ho chiesto scusa perché avrei voluto portarlo ancora con me, ma non era possibile. L'ho accompagnato verso la morte, cercando di calmarlo e dicendo: Sei stato grande fino a adesso, ma è arrivato il momento di riposare. Quando mi sono svegliata dopo l'intervento, tutta la rabbia che nella vita avevo sentito non c'era più".

Ora Martina Nasoni vive con un nuovo cuore, che ha deciso di chiamare Liam: "Non so nulla sul donatore, ma ho dato un nome al mio nuovo cuore: l'ho chiamato Liam. L'ho sentito subito mio e ho cercato di fargli strada dentro di me. È stato come accogliere una vita dentro di me".