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DOSSIER06 febbraio 2026

Suicidio Paolo Mendico, chi era lo studente di Latina e le indagini

Chi era Paolo Mendico: la sua storia, il ruolo della scuola e della preside
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Paolo Mendico, ragazzo quattordicenne di Santi Cosma e Damiano (Latina), si è tolto la vita l’11 settembre, la mattina stessa del rientro a scuola.

Paolo aveva una grande passione per la musica, ereditata dal padre Giuseppe: suonava il basso, la chitarra e la batteria. Amava artisti come Lucio Battisti, i Nomadi e il Banco del Mutuo Soccorso. Oltre alla musica, Paolo amava pescare con il papà e trascorrere il tempo in famiglia. Il suo sogno era salire su un palco e diventare un musicista professionista.

Paolo Mendico: cos'è successo l'11 settembre?

La mattina dell'11 settembre, a poche ore dal rientro tra i banchi dell'Istituto Tecnico Pacinotti, Paolo è stato trovato senza vita nella sua camera. La Procura di Cassino ha aperto un'indagine per istigazione al suicidio e il Ministro dell'Istruzione Valditara ha disposto ispezioni nelle scuole frequentate dal ragazzo.

A Dritto e rovescio, i genitori e il fratello Ivan hanno spiegato che Paolo sarebbe stato vittima di bullismo, iniziato già alle elementari. Il padre ricorda l'ultimo messaggio di Paolo nella chat di classe: "Se faccio tardi, conservatemi un posto tra i primi banchi".

Secondo la famiglia, in quinta elementare Paolo sarebbe stato aggredito da un coetaneo con un cacciavite. Negli anni, le violenze sarebbero continuate: sarebbe stato deriso per i capelli lunghi e biondi, chiamato "Nino D'Angelo" o "Paoletta". Il ragazzo sarebbe stato picchiato, spinto e sbattuto contro i muri.

La legge sul bullismo del 2017 impone alle scuole di vigilare e intervenire, ma, nel caso di Paolo, la famiglia sostiene che le denunce siano rimaste inascoltate. I genitori sostengono di aver segnalato più volte gli episodi alle maestre e ai dirigenti, ma di essere stati ignorati.

Il fratello di Paolo, Ivan, ha spiegato: "La battaglia è quella di sensibilizzare affinché nelle scuole si prenda coscienza della fragilità dei ragazzi che possono sembrare forti, ma anche un piccolo gesto, una piccola azione, devono essere presi seriamente in considerazione".

I diari di Paolo Mendico

Le indagini sulla morte di Paolo Mendico si starebbero concentrando anche sui suoi quaderni e diari, che la famiglia ha ritrovato e consegnato agli inquirenti. Questi testi proverebbero il disagio vissuto dal ragazzo, coprendo un arco temporale che va dalla terza elementare fino al secondo anno delle superiori.

"Questa è la conferma di quello che noi stiamo dicendo, che non sono cose che noi ci inventiamo", spiegano i genitori a Dritto e rovescio.

In una pagina datata martedì 17 giugno, relativa a un corso di recupero di matematica, Paolo avrebbe raccontato l'umiliazione subita da una professoressa. L'insegnante lo avrebbe deriso davanti alla classe per non aver frequentato il doposcuola, paragonandolo negativamente ad altri compagni e aggiungendo: "Non penso che alcune ore costino tanto". Questa frase sarebbe stata percepita come un attacco diretto alla situazione economica della famiglia.

Paolo Mendico, la versione della scuola e le ispezioni ministeriali

La dirigente scolastica dell'I.T.I.S. Pacinotti , che nega di aver avuto sentore di gravi atti di bullismo, ha ricevuto la disciplinare di tre giorni di sospensione. Sono state comminate sospensioni di venti giorni anche per la vicepreside e dieci giorni per la responsabile del plesso.

La preside ha dichiarato che la scuola non ha mai ricevuto segnalazioni di persecuzioni intenzionali su Paolo, ma ha ammesso: "La classe che Paolo frequentava presentava problematiche legate a delle modalità di relazione tra gli studenti, ma anche tra studenti e adulti, che noi non abbiamo mai trascurato, però si lavorava sulla classe perché il problema legato al singolo ragazzo Paolo Mendico non è emerso".

La dirigente spiega: "I genitori non hanno mai chiesto un incontro con me, le procedure si attivano quando c'è una segnalazione. Quello che è il nostro dovere noi lo facciamo fino in fondo. È evidente che ci sia stato un malessere, perché altrimenti non si sarebbe arrivati a un gesto così estremo, il problema è in che misura noi scuola potevamo accorgerci di tutto questo".

La madre Simonetta ha commentato così la sospensione di tre giorni per la preside e alcuni docenti a seguito delle ispezioni ministeriali: "È una grande vergogna, è veramente terrificante, la vita di mio figlio non vale niente?".

Paolo Mendico, le parole dei genitori

Ospiti a Verissimo, i genitori di Paolo, Simonetta e Giuseppe Mendico, hanno condiviso il grande dolore per la perdita del figlio. La mamma di Paolo ha ripercorso le ultime ore insieme al figlio: "Non avevamo avuto alcun sentore. La sera prima aveva cenato con noi".

Il papà di Paolo ha aggiunto: "Il giorno prima eravamo andati a pesca insieme. La sera stessa aveva chattato con la sorella fino alle 22.30. Avevano anche parlato del ritorno a scuola e Paolo le aveva scritto: 'Che tortura'".

È stato proprio il padre di Paolo a trovare il figlio senza vita: "Ho aperto la porta della sua stanza e ho visto che non era nel suo letto. Ho guardato nella camera della sorella, poi in bagno. Poi sono tornato in camera sua, mi sono affacciato di lato e ho visto quello che ho visto".