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CRONACA02 aprile 2026

Tomba profanata di Pamela Genini, l'ex Francesco Dolci: "La mia vita è a rischio"

Francesco Dolci, ex di Pamela Genini, torna a parlare a Dentro la notizia: dietro la profanazione ci sarebbero "imprenditori del crimine" che vogliono mettere a tacere chi sa
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Francesco Dolci, che si definisce ex fidanzato di Pamela Genini, interviene in studio a Dentro la notizia: "Ho raccontato agli inquirenti molte cose che sicuramente mettono a rischio la mia vita per quello che ho raccontato e per quello che so e per quello che ho ancora da raccontare".

Pamela era stata uccisa il 14 ottobre dall'ex compagno Gianluca Soncin con più di 30 coltellate. Cinque mesi dopo i funerali nel cimitero di Strozza, durante le operazioni di traslazione della salma, si era scoperto che al corpo era stata asportata la testa.

Francesco Dolci, l'amico speciale di Pamela GeniniFrancesco Dolci, l'amico speciale di Pamela Genini

Dolci ricorda la 29enne con queste parole: "Pamela era una ragazza dolcissima, una persona che voleva vivere. Ha sofferto tanto, ha avuto una vita molto difficile e soffriva per tante cose. Ha fatto una fine che non meritava e non c'è perdono per quello che è stato fatto".

Secondo l'uomo, Pamela sarebbe rimasta coinvolta involontariamente in "un traffico di soldi, possiamo dirla così, e non si era resa conto. Era finita in un brutto giro. Lei veniva usata da questi imprenditori del crimine anche per far questo. Lei non se ne rendeva conto".

Secondo Dolci, il gesto di profanazione della tomba della ragazza avrebbe uno scopo intimidatorio "per le persone che come me sanno, perché non ci sono solo io che so. Altre persone sanno meno, ma sanno: per intimidirle, per non farle parlare. Tant'è che queste altre persone, se prima avrebbero parlato, ora non parlano".

L'uomo spiega: "Io so di aver fatto sempre di tutto per aiutarla. Forse l'unica colpa che ho è che dovevo andare a prendere questo bastardo che l'ha ammazzata". Racconta poi di aver allertato tempestivamente le autorità: "Subito al 112 avevo fatto ben presente la gravità della situazione e avevo detto al 112 che questo era armato".

La madre Patrizia ha lanciato un appello affinché i resti della figlia vengano restituiti, descrivendo il dolore della famiglia come un "incubo continuo".

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