Dopo la morte di Domenico, il bambino di due anni deceduto sabato 21 febbraio 2026 dopo il trapianto con un cuore danneggiato, i genitori parlano a Dentro la notizia.
Il papà di Domenico dichiara: "Sono arrabbiato. Il bambino doveva stare meglio e invece...". L'uomo spiega come hanno comunicato la tragedia ai fratellini: "Ai fratellini abbiamo detto che è entrato nel cielo ed è diventato un angelo. La bambina è ancora piccola, ha 5 anni, però... Piangono la sera, come me".
Il padre chiede giustizia: "Ora c'è rabbia, poi se la vedrà la giustizia. Non sono arrabbiato solo io, siamo arrabbiati tutti quanti, tutta l'Italia. Questa cosa al bambino non doveva succedere". Ricordando il giorno dell'intervento, racconto: "Quel giorno stavamo fuori, uscivano ogni tanto a dire: Non preoccupatevi, sta andando bene. E invece, hai visto?".
Nel programma di Gianluigi Nuzzi torna a parlare anche la mamma Patrizia Mercolino: "Scoprire la verità mi dà più forza per andare avanti". Sul rimpallo di responsabilità tra ospedali, dichiara: "Qualcuno deve pagare, chi ha sbagliato veramente".
Patrizia spera che la storia del figlio non cada nell’oblio: "Domenico vive qua e io spero che viva sempre per tutta l'Italia, per tutto il mondo, perché non deve essere dimenticato, ma soprattutto la sua storia non deve essere dimenticata e non deve succedere più a nessun altro bambino, spero. Io sto facendo tutto questo perché vorrei tanto che non succedesse più".
La mamma ricorda il legame con il figlio: "Il gioco suo preferito ero io. Noi siamo uniti da un filo e non si può spezzare neanche adesso. Io non sono riuscita a salvarlo e devo andare avanti. Lo devo anche a lui".
Patrizia si tocca il cuore: "Lui è qua adesso. Il suo viso che sorride, sorride sempre. Sorride mamma. Sento la sua voce e lo vedo. Sta con me. Credo che stia con tutta l'Italia. È qua".
Il dramma ha avuto inizio il 23 dicembre 2025 presso l'ospedale Monaldi di Napoli. Un cuore compatibile espiantato a Bolzano sarebbe giunto a Napoli danneggiato irrimediabilmente. Secondo le ricostruzioni, l'equipe medica sarebbe partita senza il box omologato e durante il trasporto sarebbe stato utilizzato ghiaccio secco invece del ghiaccio naturale, finendo per "bruciare" l'organo. Nonostante il danno, i medici del Monaldi, avendo già iniziato l'espianto del cuore malato del bambino, sarebbero stati costretti a procedere con l'impianto dell'organo compromesso.
Domenico sarebbe rimasto attaccato ai macchinari per il supporto vitale per 58 giorni. Il 18 febbraio un pool di esperti ha stabilito che il bambino non era più operabile. La Procura ha aperto un'indagine ipotizzando i reati di lesioni colpose e omicidio colposo. La famiglia ha annunciato l'intenzione di creare una fondazione per supportare i bambini in attesa di trapianto.