Dopo l'autopsia al piccolo Domenico, il bambino di due anni morto dopo il trapianto con un cuore danneggiato, a Dentro la notizia emergono gli esiti dell'esame con i commenti della mamma Patrizia Mercolino, dell'avvocato Francesco Petruzzi e dell'avvocato della chirurga del Monaldi che effettuò l'espianto a Bolzano.
L'avvocato della dottoressa difende la sua assistita sul tema del ghiaccio secco: "Sa perfettamente che il ghiaccio secco non può essere utilizzato. Ipotizzare il contrario mi sembra una cosa fuori da ogni logica". Il legale sostiene: "Certamente la dottoressa non era a conoscenza che è stato messo del ghiaccio secco. Questo è ovvio".
La difesa della chirurga spiega la possibilità che lei non abbia capito che quello era ghiaccio secco: "Mi dicono che quando è tritato è assolutamente indistinguibile dal ghiaccio d'acqua". L'avvocato conclude: "Certamente lei era convinta che fosse ghiaccio d'acqua qualora avesse dato un consenso che io credo non abbia dato".
L'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, sostiene che Domenico avrebbe potuto salvarsi: "Io credo che la morte di Domenico possa essere stata decretata anche dopo, quando non si è scelto di valutare altre opzioni terapeutiche che potevano salvargli la vita".
Petruzzi continua: "Domenico è stato lasciato con lo sterno aperto. Quando si lascia un bambino con lo sterno aperto, si aumenta notevolmente il rischio di infezione". Poi aggiunge: "Il primo parere dell'Heart Team è datato 6 febbraio, cioè solo 45 giorni dopo è stato istituito un gruppo interdisciplinare per valutare la situazione di Domenico".
La mamma Patrizia Mercolino, nel giorno dell'autopsia, annuncia il funerale di Domenico: "Domani mi dedicherò solo a piangere mio figlio. Penso che lo sto facendo già tutti i giorni chiedere giustizia".
Patrizia accusa l'ospedale di averla ingannata: "Mi hanno preso in giro per due mesi perché nessuno mi ha detto niente di niente. Mi hanno illuso che fosse trapiantabile fino a tre giorni prima che morisse".
La donna aggiunge: "Mi hanno nascosto tutto, dal giorno del trapianto, per sessanta giorni". Poi conclude: "Mio figlio vuole avere giustizia".
L'autopsia è stata effettuata dopo che sarebbe emerso che l'equipe avrebbe utilizzato un vecchio cestello termico nonostante l'ospedale disponesse di contenitori di ultima generazione mai usati perché il personale non aveva svolto i corsi di formazione necessari. Dalle indagini e dalle chat tra i medici sarebbe emerso che il cuore era congelato al punto da sembrare una "pietra" e che il personale avrebbe tentato per oltre un'ora di scongelarlo con acqua calda prima di impiantarlo, pur sapendo che non avrebbe mai ripreso a battere.
La vicenda ha avuto inizio il 23 dicembre 2025 quando un cuore compatibile espiantato a Bolzano sarebbe giunto a Napoli danneggiato. Domenico è deceduto il 21 febbraio 2026. La Procura di Napoli ha aperto un'indagine per omicidio colposo. La chirurga che ha effettuato l'espianto è stata sospesa per un mese, mentre il cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto è stato sospeso a tempo indefinito e senza stipendio.