Claudia Galanti parla a Verissimo della tragica scomparsa di sua figlia Indila, nata il 21 marzo 2014 e deceduta la notte tra l'1 e il 2 dicembre 2014. "È un dolore che non si può descrivere, forse non passerà mai. Ho imparato a conviverci", afferma la showgirl, 45 anni.
Claudia Galanti ricorda il momento in cui le è stato comunicato che sua figlia era scomparsa: "Ero in aeroporto, nello scalo di Dubai. Io e Arnaud Mimran eravamo separati e quella era la settimana in cui i bambini stavano con lui. Io ero in vacanza con due amiche. Nel viaggio di ritorno mi hanno chiamata al telefono dicendomi di rientrare a Parigi, io mi rifiutavo, dicevo: 'Non rientro, i bambini li riprendo a Milano'. Ma insistevano e poi mi hanno detto: 'Claudia devi rientrare a Parigi perché tua figlia è morta'. Sono entrata in uno stato di shock, in aereo mi hanno dovuta legare".
Per quanto riguarda la causa della morte della figlia, Claudia Galanti spiega: "È stata fatta l'autopsia da cui è emerso che aveva un batterio nel sangue. A un bambino su un milione questo batterio non causa febbre per cui non si riesce a capire che sta male. Quel batterio l'ha portata via". Dopo la morte di Indila, per Claudia Galanti è iniziato un periodo molto buio, segnato anche dall'arresto dell'ex compagno Arnaud Mimran, con cui ha avuto, oltre Indila, i figli Liam (2011) e Tal (2012). "Sono successe troppe cose in poco tempo, non sapevo come gestire il tutto", afferma la showgirl, che in quel periodo ha trovato rifugio nell'alcol: "All'inizio hanno provato a darmi delle medicine, ma non mi piaceva stare sotto medicazioni. Quindi calmavo il mio dolore, la mia testa, con l'alcol. Aprivo la bottiglia di vino e andavo a dormire così. Era un modo per calmarmi finché non mi sono resa conto che stavo esagerando".
Ad aiutarla a uscire dal buio il suo nuovo compagno: "Per dieci anni sono stata sola, poi ho conosciuto il mio fidanzato, che un giorno mi ha detto: 'Claudia hai bisogno di aiuto' e mi ha portata da un dottore". Ad aiutare la showgirl è stata la terapia EMDR: "È stato un percorso lungo un anno, due volte la settimana. Piano piano sono migliorata: non avevo più gli attacchi di panico e le crisi. La mia vita ha iniziato a essere più equilibrata".