Quarto Grado torna sul caso di Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori che lo avevano derubato. Nel corso dell'ultima puntata di questa stagione della trasmissione, va in onda in esclusiva l'intervista fatta a Silvana Mazzarino, sorella di Giuseppe Mazzarino, uno dei due rapinatori uccisi dal gioielliere il 28 aprile del 2021. Tra i temi affrontati quello del risarcimento che Mario Roggero è stato chiamato a versare alle famiglie dei rapinatori uccisi e il mancato pentimento del gioielliere.
Di seguito l'intervista integrale a Silvana Mazzarino.
Chi era suo fratello? Cioè era un ladro di polli o era…
«Sicuramente di galline, si è proprio visto. Se fossero stati esperti non si sarebbero comportati in questa maniera. Erano proprio ladri di galline».
Però aveva dei precedenti?
«Precedenti come li hanno un po' tutti. Adesso vogliono fare tutti quanti i santi, ma i precedenti li hanno un po' tutti: c'è quello che ha la testa un po’ più calda, quello un po' più tranquilla. Noi siamo una famiglia a posto, tranquilla, non abbiamo parentele che derivano dalla delinquenza. Siamo persone normali, come tutti. Il mio pensiero è che lui (Mario Roggero, ndr) si è voluto vendicare con queste tre ‘galline’ che sono andate (i ladri, ndr). Si è vendicato della rapina precedente. Potevano essere loro come potevano essere gli altri. Lui stava aspettando i ‘polli’ e i ‘polli’ sono arrivati».
Perché ha fatto quella rapina suo fratello?
«Se fosse stato a casa nostra avremmo potevamo intuire più cose».
È giusto che vi venga dato un risarcimento?
«Se è per legge... noi non abbiamo chiesto nulla. Siamo cascati dalle nuvole, ma noi non abbiamo mai fatto la richiesta di risarcimento. Se è per legge è per legge. Non abbiamo mai chiesto chissà che cosa, per noi la priorità era capire che cosa fosse successo».
Ha le idee più chiare adesso?
«Adesso ho le idee più chiare».
E se parlasse col gioielliere, che cosa vorrebbe dirgli?
«Intanto, gli darei due schiaffoni perché è un arrogante, un cafone. Non si è mai pentito, né lui né la sua famiglia, di aver ammazzato due persone. Mai. Mai un minimo di pentimento. Noi lo avremmo perdonato? Se lui si fosse pentito subito lo avremmo anche capito, da una parte. Ma lui fino all'ultimo non si è mai pentito e deve pagare per quello che ha fatto. Lui ha tolto la vita a due persone, che fossero delinquenti oppure no. È orgoglioso di quello che ha fatto, è sempre stato orgoglioso. Non si è mai pentito. Dovesse pentirsi oggi mi verrebbe da ridere, dopo cinque anni. Ma per favore».
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