"Dopo anni di silenzio e di gogna mediatica a cui io sono stata sottoposta, finalmente posso far emergere la verità". A Dentro la notizia interviene in studio Loredana Canò, l'assistente di Patrizia Reggiani condannata a sei anni di carcere per circonvenzione di incapace a seguito delle denunce presentate dalle figlie di Patrizia Reggiani.
"Tutto quello che è stato detto è basato su pregiudizi e indizi. Non c'è una prova che possa provare che io ho creato danni al patrimonio della Reggiani o abbia sottratto beni alla Reggiani", dichiara.
La donna parla poi della questione ereditaria: "Si parla di un patrimonio milionario", spiega Canò, "ma quando si eredita, il patrimonio è fatto di beni, ma anche di debiti".
L'avvicinamento tra Loredana Canò e Patrizia Reggiani è iniziato in carcere, dove le due sono state compagne di cella. Dopo la scarcerazione della Reggiani, avvenuta nel 2013, il loro legame si sarebbe consolidato fino a quando Canò è diventata la sua amica e assistente personale.
"Dal 2014, Patrizia è stata abbandonata da tutti, sia familiari sia amiche", afferma, ricordando che in quell'anno Reggiani aveva confessato a Le Iene di essere stata la mandante dell'omicidio del marito Maurizio Gucci: "Da quel momento le figlie non l'hanno più voluta vedere".
"Patrizia Reggiani aveva bisogno di una figura di riferimento, di una persona di cui si fidava. Per sei anni l'unica persona che le è stata vicino, anche quando non aveva nulla, sono stata io", spiega. Dopo aver ricevuto l'avviso di garanzia nel 2021, Canò afferma di aver interrotto i contatti con la Reggiani: "Non me la sentivo più. Mi aspettavo un ringraziamento per quello che ho fatto negli anni in cui Patrizia è stata abbandonata".
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