A Dentro la notizia gli aggiornamenti giudiziari sul caso di Alisya e Sarah, le due sorelle di 16 e 12 anni ritrovate a Formia dopo quattordici giorni di ricerche, con le parole in diretta del procuratore capo di Sulmona, Luciano D'Angelo, e le dichiarazioni della zia acquisita Sofia dopo il colloquio con il proprio avvocato.
Il procuratore D'Angelo annuncia l'esito dell'udienza di convalida: "Il giudice ha convalidato il fermo, ha applicato una misura cautelare così come chiesta dall'ufficio della procura di obbligo di dimora nella provincia di Latina con necessità e obbligatorietà di presentarsi per due volte al giorno ai carabinieri". La scelta di non ricorrere alla custodia detentiva "era stata ritenuta inutile dalla procura, visto che ha sempre applicato i principi costituzionali tra cui c'è quello del minor sacrificio per la misura. L'obbligo di dimora era sufficiente a evitare che un domani possa fare un'altra volta un'azione di questo genere".
Il procuratore chiarisce: "Il giudice ha convalidato il fermo. Significa che il fermo era stato emesso nelle condizioni previste dalla legge e che l'imputazione era quella giusta, perché per la sottrazione di minorenni non è consentito il fermo. Quindi vuol dire che l'imputazione è quella che è stata fatta dal pubblico ministero".
Sulla posizione della zia Sofia, D'Angelo precisa: "La signora risponde di concorso in sequestro di persone. Se avessimo trovato le bambine con una persona della sua età, quella persona sarebbe stata arrestata in fragranza di reato".
Il magistrato chiude: "La non sottoposizione al carcere vuole essere anche un segnale a voi per far cadere un pietoso oblio su questa vicenda e soprattutto dare modo alle ragazze di poter ritornare a una pseudovita normale".
Intanto la zia Sofia, la donna di 80 anni che aveva ospitato Alisya e Sarah nell'appartamento di Formia su richiesta della madre, torna davanti alle telecamere dopo il colloquio con il proprio avvocato: "È andato tutto bene. Mi ha spiegato parecchie cose che ho sbagliato, però non è così tanto tanto grave", commenta.
Il caso di Alisya e Sarah si era aperto nella notte tra il 6 e il 7 giugno, quando le due sorelle erano scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, nell'Aquilano, dove risiedevano da circa due anni a causa del conflitto tra i genitori. Le ricerche, durate quattordici giorni, si erano concluse con un blitz delle forze dell'ordine nell'appartamento di Formia. Per la vicenda risulterebbero fermati con l'accusa di sequestro di persona la madre Valentina D'Acunto, il nonno materno Marco D'Acunto e il compagno della madre Vincenzo Esposito. Alisya e Sarah sarebbero state affidate nuovamente a una struttura protetta per avviare un percorso di recupero.
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