Alisya e Sarah, due sorelle rispettivamente di 16 e 12 anni, sono scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in Abruzzo.
Le due ragazze sarebbero state riprese dalle telecamere di un bar la sera del 6 giugno mentre giocavano a biliardino accompagnate dagli educatori. Si ritiene siano scappate tra le 2 e le 6 del mattino, eludendo la sorveglianza, portando con sé due zaini, trucchi, indumenti e scarpe, lasciando invece nella loro stanza i cellulari che usavano abitualmente.
Sarebbe emerso che la struttura protetta era priva di sistemi di allarme e telecamere perimetrali. Le uniche sette telecamere presenti si troverebbero agli ingressi del paese e in piazza.
Le sorelle scomparse sono Alisya e Sarah, caratterizzate da due caratteri opposti. La prima, più introversa e timida, ma anche molto responsabile; la seconda più aperta, vivace.
Entrambe vivevano nella struttura di Civitella Alfedena da circa due anni, sebbene avessero espresso ripetutamente il desiderio di tornare a casa.
Le due sorelle erano state affidate alla struttura protetta a seguito di una separazione turbolenta dei genitori, avvenuta circa sette anni fa. Il Tribunale dei Minori, al fine di garantire loro protezione, avrebbero deciso di inserirle nel circuito delle strutture protette. Il padre delle ragazze, Stefano, ha accennato al fatto che per anni la loro vita è stata "decisa in modo diverso da quello che doveva essere" a causa di queste vicende giudiziarie e familiari.
Sia la madre Valentina che il padre Stefano hanno lanciato appelli pubblici chiedendo alle figlie di mettersi in contatto e tornare: "Spero, soprattutto per Alisya e Sarah, che non ci sia un brutto epilogo, ma un epilogo che finisca bene con il loro ritorno, che sia a casa mia, o a casa della mamma, o in una struttura. Insomma, l'importante è che escano fuori da dove si trovano, che stiano bene e che ritornino ad avere una loro vita".
Anche il Garante per l'infanzia dell'Abruzzo ha rivolto un messaggio di rassicurazione alle sorelle.
I Carabinieri hanno perquisito le abitazioni di entrambi i genitori a Minturno, il loro paese d'origine, e ascoltato il fidanzatino di Alisya, senza però trovare elementi utili al ritrovamento.
La Procura di Sulmona avrebbe aperto un fascicolo per sottrazione di minori contro ignoti e per abbandono di minori nei confronti dei responsabili della struttura. Il padre, Stefano, ha sporto denuncia per entrambe le ipotesi, convinto che le figlie siano state aiutate: "Mi sono trovato a fare le due denunce sia per scomparsa e sia per sottrazione, perché avevamo capito che la situazione potesse essere questa qui e infatti piano piano si sta scoprendo che avevamo ragione", ha dichiarato a Dentro la notizia.
Data la natura impervia del territorio, caratterizzato da fitta boscaglia e fauna selvatica, gli inquirenti ritengono improbabile che le ragazze si siano mosse da sole di notte. Si ipotizza che qualcuno le attendesse in auto nei pressi del lago di Barrea.
Sotto esame ci sarebbero tre auto sospette inquadrate dalle telecamere comunali e tre telefoni cellulari, due dei quali appartenenti alle sorelle e diversi da quelli lasciati in stanza, che avrebbero agganciato il segnale per quattro giorni dopo la scomparsa. Sarebbero stati rinvenuti anche dei biglietti scritti in codice nella loro camera.
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