A Morning News, il padre di Antonella Di Ielsi, la 50enne morta avvelenata con la ricina insieme alla figlia Sara Di Vita, 15 anni, commenta il sopralluogo in corso nella casa della famiglia Di Vita a Pietracatella, in provincia di Campobasso. L'operazione è stata condotta dagli esperti del Robert Koch Institute di Berlino in collaborazione con la polizia tedesca e la squadra mobile di Campobasso.
Il 30 luglio 2026 nella casa di via Risorgimento, a Pietracatella, sarebbero state condotte quattordici ore di ispezioni che avrebbero coinvolto decine di agenti e tecnici specializzati, i quali avrebbero prelevato centinaia di reperti da superfici, mobili, divani, letti e indumenti. Le ricerche non si sarebbero limitate all'abitazione principale ma si sarebbero estese al piano terra, al granaio, all'appartamento della madre di Gianni Di Vita e all'orto di famiglia.
L'uomo commenta: "Chi lo sa se è risolutivo o meno". Il padre di Antonella ribadisce di non aver mai perso la fiducia negli inquirenti, pur mantenendo una certa cautela: "Ho avuto sempre fiducia, però all'ultimo può succedere sempre qualcosa di diverso".
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