A Morning News interviene Maria Mascarucci, l'architetto che ha firmato il progetto della nuova casa della famiglia nel bosco di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.
L'architetto dichiara: "Secondo me per settembre dovremmo farcela iniziare i lavori". "La casa è qui, è nel loro terreno di proprietà, quindi è praticamente nello stesso posto, nello stesso luogo", precisa Mascarucci, che descrive un percorso costruito insieme ai committenti: "Loro erano contenti, nel senso che hanno fatto una scelta di umiltà, una casa essenziale, quindi a loro andava bene così. Però diciamo che abbiamo fatto un progetto a quattro mani assolutamente condiviso. Io ho preso in mano le richieste di Nathan e Catherine".
"Ci sono sia il rispetto delle normative vigenti in Italia, ma soprattutto la questione della loro filosofia di vita che rispetti in armonia con la natura", afferma l'architetto. Una volta aperto il cantiere, i tempi di realizzazione sarebbero contenuti: "Potrei dire quattro mesi, però ecco, sperando che non ci siano intoppi".
"Sarà una casa passiva, cioè una casa che, oltre ad avere materiali naturali ed ecocompatibili, ha un involucro che ha delle prestazioni energetiche talmente elevate che non richiede impianti che consumano energia", racconta. "Quindi non richiederà termosifoni, non richiederà impianti di riscaldamento e raffrescamento, ma semplicemente con il camino, la cucina a legna e anche il calore prodotto dagli abitanti che la abitano passivamente raggiunge il comfort termico". L'acqua calda arriverà "con i pannelli solari termici", mentre "il bagno sarà all'interno".
La vicenda della famiglia nel bosco ruota attorno a Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, che con i loro tre figli vivevano in un casolare isolato di Palmoli, in Abruzzo, senza elettricità né acqua corrente e seguendo una filosofia neorurale. Lo scorso novembre il Tribunale per i minorenni dell'Aquila avrebbe disposto la sospensione della responsabilità genitoriale, citando il disagio abitativo e la mancanza di scolarizzazione e controlli medici. Da allora i bambini sarebbero ospitati in una casa famiglia, mentre i genitori attenderebbero la decisione dei giudici sul possibile ricongiungimento. Il progetto della nuova abitazione ecosostenibile, di circa 66 metri quadrati in legno e canapa, secondo la difesa dovrebbe garantire ai minori un ambiente a norma dove tornare a vivere con i genitori.
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