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CRONACA08 luglio 2026

Avvelenate da ricina, il professor Locatelli: "È una morte da intossicazione"

A Morning News, il tossicologo Carlo Locatelli conferma la causa del decesso nel caso della ricina a Pietracatella e racconta la collaborazione con la Germania: "È un veleno importantissimo"
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Le indagini sul caso dell'avvelenamento da ricina a Pietracatella, in provincia di Campobasso, si allargano oltre la cerchia familiare e si avvalgono ora di una collaborazione scientifica internazionale. A Morning News interviene il professor Carlo Locatelli, esperto di tossicologia clinica, che si sofferma sulla natura del decesso: "Per noi è una morte da intossicazione", dichiara.

Sul fronte scientifico, gli esperti del Robert Koch Institute di Berlino starebbero collaborando con le autorità italiane per analizzare vestiti e residui di cibo. Il professore racconta come sia nata la collaborazione con la Germania, dopo l'interesse dei tedeschi per le capacità italiane nell'identificare la ricina nel sangue: "I tedeschi erano un po' incuriositi dai nostri dati, dalle nostre capacità, perché non ne esistono altri al mondo, quindi anche loro non hanno mai avuto possibilità di analizzare la ricina nel sangue, identificare l'intossicazione da ricina come abbiamo avuto noi anche con i casi precedenti".

Carlo Locatelli
Carlo Locatelli

Gianni e la figlia Alice si sarebbero sottoposti a prelievi ematici che saranno analizzati a Berlino per cercare eventuali anticorpi, al fine di stabilire se anche loro siano entrati in contatto con dosi non letali della tossina. Il deposito della relazione finale sulle autopsie avrebbe intanto subito degli slittamenti tecnici, proprio per consentire questi approfondimenti analitici sui reperti.

L'esperto spiega: "Se il caso non fosse arrivato da noi, non si sarebbe trovata nessuna causa di decesso in queste persone, per prima cosa perché nessun altro dosa la ricina in Italia e pochi laboratori lo fanno nel mondo. Aver la capacità di fare queste analisi in post mortem oltretutto è ancora più difficile".

Le indagini sul caso di Pietracatella avrebbero fatto emergere un quarto sospettato, un uomo esterno al nucleo familiare e privo di rapporti diretti con le vittime, che potrebbe aver agito da intermediario o aver materialmente estratto la tossina dai semi di ricino. Gli inquirenti valuterebbero inoltre l'ipotesi che dietro il delitto ci siano tre persone, un uomo e due donne, e che la somministrazione del veleno sia avvenuta per mano femminile.

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