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CRONACA16 luglio 2026

Avvelenate con la ricina, Gianni Di Vita e la cena del 23 dicembre: "Non ricordo cosa abbiamo mangiato"

A Morning News le ultime notizie sul giallo della ricina: la polizia tedesca torna in Molise per nuove ispezioni
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A Morning News il caso delle morti per ricina di Pietracatella, dove la polizia tedesca e gli esperti del Robert Koch Institute di Berlino sono attesi per nuove ispezioni nella casa della famiglia Di Vita. Al centro dell'attenzione degli inquirenti finisce la cena del 23 dicembre, l'unico pasto consumato dai tre membri della famiglia che si sono sentiti male.

È lo stesso Gianni Di Vita, unico sopravvissuto, a ricordare: "L'unico giorno che abbiamo mangiato insieme solo io, mia moglie Antonella e mia figlia Sara, senza l'altra figlia Alice, è stato a cena il 23 dicembre, ma non ricordo assolutamente cosa abbiamo mangiato. Aveva preparato mia moglie", riferisce l'uomo agli inquirenti.

Il racconto prosegue con la ricostruzione dei pasti della Vigilia, che secondo la sua versione escluderebbero un avvelenamento collettivo. "Il 24 dicembre siamo stati a pranzo dalla famiglia di mia moglie, eravamo una decina di persone a tavola e nessuno si è sentito male al di fuori di me, mia moglie Antonella e mia figlia Sara. La sera del 24 dicembre abbiamo cenato da mia madre, eravamo una decina di persone a tavola e nessuno si è sentito male. Al di fuori di me, mia moglie Antonella e mia figlia Sara", dichiara Di Vita.

Gianni Di Vita
Gianni Di Vita

Solo in un secondo momento l'uomo avrebbe aggiunto alcuni dettagli generici sul menù di quella sera, pur ribadendo di non ricordarne il contenuto esatto.

La polizia tedesca e i super esperti del Robert Koch Institute di Berlino avrebbero già effettuato una missione di 48 ore in Molise a supporto della squadra mobile di Campobasso. Un nuovo sopralluogo nell'abitazione della famiglia sarebbe previsto tra la fine di luglio e i primi di agosto, con tecniche innovative mai utilizzate prima, per cercare tracce della tossina non soltanto negli alimenti ma anche sui mobili e sugli indumenti.

Sul fronte medico-legale, la relazione dell'autopsia avrebbe confermato che la ricina sarebbe stata assunta per via orale, attraverso un alimento o una bevanda, con la comparsa dei primi sintomi la mattina di Natale.

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