Nella giornata di giovedì 25 giugno, dovrebbe arrivare la decisione della sezione penale di Cassazione riguardo il caso di Alessia Pifferi. La Cassazione è chiamata a confermare o annullare la sentenza che ha condannato Alessia Pifferi a 24 anni di reclusione per aver lasciato morire di stenti la figlia di 18 mesi nel luglio 2022, eliminando l'ergastolo precedentemente inflitto.
A Morning News, le parole di Cristian Scaramozzino, legale di Alessia Pifferi, che chiede che sia cambiata la tipologia di reato commesso dalla sua assistita: “Io mi aspetto che le condizioni di Alessia Pifferi vengano prese veramente in considerazione. Pifferi è stata processata e condannata come se fosse una persona normale quando persona normale non è. E lo abbiamo visto con le perizie che sono state svolte. Queste perizie però non hanno condotto a nessun riconoscimento processuale".
Nel novembre 2025, Viviana Pifferi, sorella di Alessia, aveva commentato le perizie sulla capacità di intendere e di volere della sorella: "Io ho sentito due perizie che dicono che è totalmente capace di intendere e di volere".
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