Ogni storia è fatta di tanti capitoli: impegni, progetti, incontri, cose da ricordare e altre che capita di rimandare. Tra queste ultime non dovrebbe esserci la nostra salute.
Prendersene cura significa anche trovare il tempo per informarsi, conoscere il proprio corpo e capire quali controlli siano più indicati in base all’età e alla propria storia personale.
La prevenzione senologica non coincide con un singolo esame, ma è un percorso fatto di scelte quotidiane, attenzione e diagnosi precoce.
Il tumore al seno è la neoplasia più frequentemente diagnosticata nelle donne in Italia. Secondo i dati riportati dal Ministero della Salute, nel nostro Paese sono circa 925.000 le donne che vivono dopo una diagnosi e la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi raggiunge l’88%.
Negli ultimi decenni, nonostante l'aumento delle diagnosi, la mortalità si è ridotta. A questo risultato hanno contribuito i progressi delle terapie e la diffusione della diagnosi precoce, che permette di individuare la malattia nelle sue fasi iniziali.
La prevenzione non è quindi un singolo esame, ma un percorso fatto di attenzione, consapevolezza e controlli appropriati.
Non tutti i fattori di rischio possono essere modificati. Età, familiarità, caratteristiche genetiche, ormonali e riproduttive fanno parte della storia personale di ciascuna donna. Esistono però comportamenti sui quali è possibile intervenire.
Il Ministero della Salute indica tra le strategie utili per ridurre il rischio l’adozione di un’alimentazione equilibrata, l’attività fisica regolare, la riduzione della sedentarietà, l’astensione dal fumo e dal consumo di alcol.
Prevenzione significa quindi anche conoscere i propri fattori di rischio e parlarne con il medico, soprattutto in presenza di una storia familiare significativa o di altre condizioni che possono richiedere un percorso personalizzato.
Visita senologica, mammografia, ecografia e, in situazioni selezionate, risonanza magnetica possono entrare nel percorso di controllo con funzioni differenti.
La visita senologica permette a uno specialista di valutare il seno attraverso l'osservazione e la palpazione. La mammografia è l'esame utilizzato nello screening perché può individuare lesioni molto piccole, non ancora percepibili al tatto. L'ecografia può essere utilizzata come approfondimento o integrazione quando indicato dal medico; anche la risonanza magnetica viene riservata a specifiche condizioni cliniche o di rischio.
Non esiste quindi un calendario di esami identico per tutte. Al di fuori dei programmi organizzati di screening, il tipo e la frequenza dei controlli devono essere valutati sulla base dell'età, della storia personale e familiare e delle indicazioni del medico.
Allo stesso modo, è importante non ignorare eventuali cambiamenti. La comparsa di un nodulo palpabile, modificazioni della forma del seno, indurimenti o alterazioni della pelle, retrazioni o sanguinamento dal capezzolo deve essere riferita al proprio medico. Questi segnali non indicano necessariamente la presenza di un tumore, ma richiedono una valutazione.
Fonte: Ministero della salute
All’interno di questo percorso rientrano anche i programmi organizzati di screening del Servizio Sanitario Nazionale.
In Italia lo screening mammografico è rivolto alle donne tra 50 e 69 anni e prevede una mammografia ogni due anni. In alcune Regioni l'offerta è stata estesa anche alle fasce 45-49 e 70-74 anni. Il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 prevede inoltre un progressivo ampliamento dello screening a queste fasce di età sul territorio nazionale.
Al di fuori delle fasce previste dallo screening, oppure in presenza di sintomi o particolari fattori di rischio, è il medico a indicare gli eventuali controlli più appropriati.
Fonte: Ministero della Salute
Prenditi cura della tua storia. Non rimandare la tua salute: parla con il tuo medico e informati sui controlli più adatti a te.