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Mediaset Infinity Dossier

DOSSIER10 giugno 2026

Louis Dassilva assolto per l'omicidio di Pierina Paganelli: la storia completa

Il vicino di casa senegalese accusato di aver ucciso la 78enne con 29 coltellate esce dal carcere dopo quasi due anni: "È una rinascita, ha vinto la giustizia"
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Il 3 ottobre 2023, nel garage del civico 31 di via del Ciclamino, a Rimini, Pierina Paganelli, 78 anni, viene trovata uccisa con 29 coltellate. Si scopre che Manuela Bianchi, la nuora, avrebbe avuto una relazione con Louis Dassilva, vicino di casa di Pierina Paganelli e marito di Valeria Bartolucci.

Questo particolare renderà Dassilva l’unico sospettato, ma, nel giugno 2026, dopo quasi tre anni di indagini, processi e intercettazioni, la Corte d'Assise di Rimini pronuncia il verdetto: Louis Dassilva è assolto.

La scoperta del corpo di Pierina Paganelli e la telefonata al 118

A scoprire il corpo sarebbe stata la nuora della vittima, Manuela Bianchi. La registrazione della chiamata al 118 è tra i primi elementi ad essere esaminati nell’indagine: "C'è una signora lì in fondo... non so se è morta", dichiara inizialmente la donna. Solo pochi istanti dopo arriva il riconoscimento: "Mi sono accorta adesso che è mia suocera".

L'arresto di Louis Dassilva

Il movente inizialmente ipotizzato dalla Procura poggerebbe sulla relazione extraconiugale tra Louis Dassilva, vicino di casa senegalese di 36 anni, e la stessa Manuela Bianchi. Secondo gli inquirenti, Pierina Paganelli sarebbe stata uccisa in quanto testimone di quel tradimento: la sua scoperta avrebbe potuto compromettere la stabilità economica di Dassilva, minacciando il sostegno ai figli in Senegal e la sua posizione all'interno della famiglia.

Il 16 luglio 2024 Louis Dassilva viene arrestato.

Perché Louis Dassilva è stato arrestato per l'omicidio di Pierina Paganelli

Il primo indizio contro Louis Dassilva riguarda un video della farmacia, ripreso il giorno del delitto, in cui si vedrebbe Dassilva camminare in modo fluido, ma questo sarebbe in contrasto con il periodo in cui l'uomo sostiene di essere vittima di un infortunio che lo avrebbe costretto a zoppicare. Per l'accusa, quel frame sarebbe la prova di una recita finalizzata a costruirsi un alibi.

Il secondo indizio riguarda gli indumenti: Dassilva avrebbe consegnato agli inquirenti abiti risultati difformi da quelli visibili nelle stesse riprese portando a pensare a un tentativo di inquinamento probatorio.

Il terzo elemento controverso riguardava i cosiddetti "4 minuti", cioè il lasso di tempo trascorso da Manuela Bianchi nel garage prima di dare l'allarme. La Procura avrebbe ipotizzato che la donna stesse coprendo la fuga di Louis. Una diversa interpretazione, emersa dalle intercettazioni, parlerebbe invece di freezing, ovvero un blocco paralizzante davanti al cadavere.

Il processo di Louis Dassilva: l'interrogatorio fiume e la svolta del DNA

Il processo presso la Corte d'Assise di Rimini ha visto Louis Dassilva affrontare un interrogatorio fiume di sette ore, mostrandosi visibilmente innervosito dalle domande serrate del PM Paci sugli orari.

La svolta scientifica sarebbe arrivata con l'assenza del DNA di Dassilva sulla scena del crimine. Quando Valeria ha portato la notizia al marito in carcere, Louis si sarebbe fatto il segno della croce coprendosi il volto in un gesto di liberazione. Gli inquirenti avrebbero interpretato quella reazione come un’enfasi "eccessiva", sospettando che l’uomo stesse fingendo stupore per paura che quella prova potesse incastrarlo.

Dalle intercettazioni ambientali del settembre 2024, sarebbe emerso che Valeria avrebbe accusato Manuela di aver "buttato la rete" per incastrare il marito. Louis avrebbe risposto liquidando la Bianchi come produttrice di "chiacchiere", promettendo alla moglie di non rivolgerle mai più la parola.

L'assoluzione di Louis Dassilva

Nel giugno 2026, la Corte d'Assise di Rimini assolve Louis Dassilva: la mancanza di una prova schiacciante e il dato negativo del DNA renderebbero impossibile una condanna oltre ogni ragionevole dubbio.

"È una rinascita, ha vinto la giustizia", dichiara Dassilva uscendo dal carcere. Valeria Bartolucci ammette: "Manca la giustizia per la signora Paganelli, perché chi l'ha uccisa deve andare in carcere".

Louis Dassilva e Valeria Bartolucci annunciano che non rimetteranno mai più piede nell'appartamento di via del Ciclamino, definito dalla coppia "pieno di cattivi ricordi e brutte persone".