L'avvocato Andrea Miroli, difensore di Claudio Carlomagno, accusato dell'omicidio della moglie Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia, interviene a Mattino Cinque per chiarire alcuni aspetti dell'autopsia e della dinamica dei fatti.
Il legale spiega la natura delle lesioni riscontrate sul corpo della vittima: "Le 23 lesioni sono la sommatoria tra quelle ante mortem e quelle post-mortem. La condotta post-mortem è quella che ha causato le maggiori lesioni al corpo".
Miroli respinge l'ipotesi che Carlomagno volesse distruggere il cadavere della moglie: "La sua condotta non era volta a bruciare il corpo, ma era volta a bruciare esclusivamente i tappetini, gli asciugamani, tutto ciò che lui ha utilizzato nella sostanza per pulire il sangue". L'avvocato precisa: "C'era anche vicino il corpo di Federica e questo cassone era pieno di materiale infiammabile. Purtroppo il fuoco si è esteso al corpo".
Secondo la ricostruzione difensiva, Carlomagno avrebbe tentato di spegnere le fiamme: "Carlomagno è riuscito a spegnerlo soltanto con della sabbia ed una pala che erano nelle vicinanze".
Il legale sottolinea l'assenza di complici nell'azione dell'assistito: "Se avesse avuto l'aiuto di altre persone, a mio giudizio, sarebbe stato più accorto. Proprio la condotta maldestra che lui ha avuto subito dopo la morte di Federica lo dimostra".
Quanto alla relazione extraconiugale della vittima, emersa durante le indagini, l'avvocato Miroli conferma: "Questa relazione ha avuto inizio circa un anno fa". Miroli sostiene però che Carlomagno non ne fosse a conoscenza: "La signora era adusa ad andare fuori per lavoro e quindi in quest'ottica il mio assistito non ne era a conoscenza".