Francesco Dolci, il conoscente che si è presentato spontaneamente ai carabinieri come ex fidanzato di Pamela Genini, risponde alle accuse che lo vedrebbero coinvolto nella profanazione della tomba della giovane donna uccisa nel febbraio 2025. A Dentro la notizia, nega qualsiasi responsabilità negli eventi di quella notte.
"Ritengo poco probabile che una persona riesca a movimentare un peso di 150-200 kg", spiega per escludersi dalla lista dei sospettati: gli inquirenti avrebbero già stabilito che l'atto avrebbe richiesto il coinvolgimento di un gruppo organizzato di almeno tre o quattro persone.
Riguardo alla sua possibile presenza nei pressi del cimitero nelle ore notturne, come suggerirebbero le immagini riprese dalle telecamere, Dolci dichiara: "Di certo non sono entrato nella notte nel cimitero. Assolutamente no". E aggiunge, in riferimento alla riconoscibilità della sua vettura: "Comunque ho una macchina ben riconoscibile e le telecamere lì ce ne sono molte".
Dolci descrive un quadro più ampio di intimidazioni e violazioni che, a suo dire, si estenderebbero oltre il perimetro della vicenda di Pamela, dicendo di aver subito due aggressioni: "Una il 6 dicembre e una il l'8 marzo. Le collegherà il procuratore, non io". Poi insiste sul fatto che "sono tutte situazioni anomale come tutte le varie violazioni di domicilio, infrazioni, tutte queste cose".
Le intimidazioni, secondo il suo racconto, avrebbero raggiunto il culmine il 25 marzo. Quel giorno, dice, "hanno bruciato definitivamente le telecamere, non sappiamo come, e hanno spaccato le cassette della posta, sia mie che di mio cugino". Dolci menziona anche "un uomo in bicicletta" nei pressi della sua abitazione, sottolineando che "a nostro avviso, e anche avviso dei carabinieri, sembrava più un sopralluogo che un'intimidazione, una persona che si mette a girare all'interno delle case per controllare".