"Arrivare davanti a quella porta, dove il cuore di mia figlia ha smesso di battere, è stato doloroso". A Dentro la notizia parla Rosa, la madre di Noemi Impellizzeri dopo il secondo sopralluogo dei Carabinieri del RIS di Messina nell'abitazione a Riposto.
Gli specialisti sarebbero tornati nell'appartamento per accertamenti mirati su micro-tracce organiche e sostanze infiammabili. La maglietta indossata da Noemi al momento del ritrovamento sarebbe risultata macchiata di sangue.
La donna commenta le indiscrezioni secondo cui i segni di strangolamento sarebbero riconducibili a un momento successivo al decesso: "Cosa vuol dire? Che mia figlia sarebbe stata strangolata da morta? Ma questo è follia, un film dell'orrore. Chi può strangolare una persona morta e dare fuoco all'abitazione?", dichiara.
La madre di Noemi aggiunge: "Penso che ci sia un complice. Non sta a me stabilire chi è stato: questo è un lavoro che farà la procura, insieme ai carabinieri". Poi riflette: "I RIS sono tornati e ci sarà un perché. Spero che questi rilievi ci portino a qualcosa".
Tony Proietto sarebbe al momento l'unico indagato e la sua difesa continuerebbe a sostenere la totale estraneità ai fatti. "Non ho puntato il dito contro nessuno, ho solo chiesto che chi sia stato venga preso e che sia assicurata la giustizia", dichiara Rosa.