A Dentro la notizia vengono mostrate gli ultimi aggiornamenti sul giallo dell'avvelenamento da ricina che avrebbe ucciso la madre e la figlia della famiglia di Vita tra il 23 e il 28 dicembre.
Nel programma condotto da Gianluigi Nuzzi, vengono trasmesse le parole di Vincenzo Cuzzone, il primario di rianimazione che ha tentato di salvare Antonella e Sara.
Il primario dichiara: "Il papà lamentava gli stessi sintomi in forma molto più lieve". Cuzzone però spiega: "Studiando la sostanza a me non viene da pensare che esista una zona grigia per cui un organismo riesca a tollerare una quantità seppur minima della sostanza, per la sua alta letalità", sostiene Cuzzone.
Il medico precisa: "Nel momento in cui c'è un sintomo, bisogna fidarsi di quello che racconta il paziente".
Antonella, invece, avrebbe manifestato segni inequivocabili della tossina: "Ha avuto un episodio di vomito proprio davanti a me", ricorda Cuzzone, invece il marito Gianni "in nostra presenza non ha avuto disturbi particolari".
Le indagini avrebbero messo in luce i vuoti di memoria selettivi di Gianni, capace di ricordare nei dettagli il pranzo dell'antivigilia ma confuso sul menù della sera del 23 dicembre, quando sarebbe avvenuto l'avvelenamento. Nelle ultime ore, avrebbe anche rinunciato improvvisamente l'avvocato Arturo Messere dopo dieci ore di interrogatorio.
Gli esiti degli esami tossicologici sul sangue di di Vita sarebbero previsti per la prossima settimana, che potranno accertare definitivamente se il padre sia entrato effettivamente in contatto con la ricina. Finora sarebbero state interrogate oltre trenta persone nel tentativo di ricostruire i movimenti della famiglia durante le festività e di identificare come la sostanza abbia potuto uccidere Antonella e Sara.