A Dentro la notizia viene trasmesso in esclusiva l'audio in cui Andrea Sempio chiarisce il contenuto del biglietto ritrovato dai Carabinieri, ritenuto dagli investigatori una possibile ricostruzione del delitto di Garlasco. Il foglietto parrebbe essere la scaletta di un messaggio vocale che Sempio aveva preparato per Gianluigi Nuzzi a fine gennaio 2025.
Sempio racconta il momento in cui tutto ha avuto inizio: "Io mi ricordo quando è cominciato il tutto, era una mattina, stavo uscendo dalla cucina, vado verso la sala e di punto in bianco compare la mia faccia sul televisore". La foto trasmessa durante il servizio giornalistico lo ritraeva da una serata tra amici, ma la didascalia recava una scritta che avrebbe segnato quel giorno: "Andrea Sempio indagato per omicidio".
Il biglietto conteneva appunti in stampatello recuperati dai Carabinieri in un sacco della spazzatura gettato da Sempio presso un'isola ecologica vicino al suo posto di lavoro a febbraio 2025. La sequenza di parole "cucina, sala, viso in TV, cane, campanello, cellulare, finestra da fuori" e la parola "assassino" finale sarebbero stati interpretati dagli inquirenti come la descrizione del percorso dell'omicida nella villetta dei Poggi.
Nell'audio inviato a Gianluigi Nuzzi il 31 gennaio 2025, Sempio spiega: "Di colpo, il cane inizia ad abbaiare come un matto, inizia a correre per casa". Questo proverebbe che l'animale menzionato nel biglietto era quello di casa sua: Chiara Poggi possedeva gatti, non un cane, mentre Sempio ne aveva effettivamente uno in casa.
Sempio continua: "Fuori partono delle urla, si sentono dei colpi contro il cancello di casa, inizia a squillare il campanello continuamente, tipo sirena. Dalla finestra io vedo tutta questa folla di gente davanti al cancello, tutti i pigiati che spingono contro il cancello, che chiamano il mio nome. Iniziano a squillare i nostri cellulari perché a quel punto chissà come mai il nostro numero ce l'avevano tutti e c'è tutto sto casino, tutti quelli fuori che gridano e sotto il televisore che continua a ripetere: Andrea Sempio, indagato per omicidio".
Secondo la difesa, il biglietto quindi sarebbe una semplice preparazione di risposta a un giornalista durante un momento di grande stress mediatico, e non la traccia di un reato come suggerito dall'interpretazione degli inquirenti. L'avvocato Cataliotti evidenzia come possano crearsi "gigantesche suggestioni" quando ogni reperto viene riferito forzatamente al delitto, anche quando si tratta di appunti personali per affrontare l'assedio della stampa.