La nonna di Domenico, il bambino di due anni morto dopo il trapianto con un cuore danneggiato, parla a Dentro la notizia commentando come sono stati gestiti i rapporti con i medici.
La donna descrive la vicenda come un "grande regalo di Natale" trasformatosi in tragedia: "Lo amavamo tutti immensamente e all'improvviso si è scoperto sto grande regalo che era venuto a Natale, invece si è rivelato un omicidio, perché io lo reputo un omicidio colposo".
La nonna di Domenico ricorda: "Quando mia figlia al telefono piangeva, le dicevo: Figlia mia non piangere perché è il regalo più bello che potevano farti a Natale. E invece che cosa si è rivelato? Non ci sono parole". La donna chiede giustizia: "Io sono dell'idea che devono fargliela pagare".
La nonna denuncia soprattutto la mancanza di trasparenza nei confronti della madre di Domenico: "Non dire niente alla mamma dopo due mesi, abbia pazienza. Due mesi l'hanno tenuta lì, ci andava tutti i giorni. Ho il cuore spezzato".
Nel frattempo, il direttore amministrativo dell'ospedale si sarebbe dimesso. Sarebbe emersa anche una lettera datata 20 gennaio scritta dal caposala del reparto, che avrebbe denunciato la totale mancanza di comunicazione con il cardiochirurgo già dal 16 dicembre. Il caposala avrebbe riferito che né lui né la sua equipe sarebbero stati informati direttamente del trapianto di Domenico. La lettera rivelerebbe che circa 25 persone tra medici e infermieri avrebbero lasciato il reparto negli ultimi anni a causa di insulti, maltrattamenti e assenza di dialogo professionale.
La vicenda ha avuto inizio il 23 dicembre 2025 quando un cuore compatibile espiantato a Bolzano sarebbe giunto a Napoli danneggiato a causa del ghiaccio secco utilizzato nel trasporto invece del ghiaccio naturale. Domenico è deceduto il 21 febbraio 2026. La famiglia ha annunciato la creazione di una fondazione per sostenere i bambini in attesa di trapianto.