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IL CASO20 aprile 2026

Bimbo di 7 anni muore risucchiato in piscina, il padre: "Ha lottato come un leone"

A Dentro la notizia parla il padre di Gabriele Ubaldo Petrucci, il bambino che ha perso la vita in piscina durante la sua festa di compleanno
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A Dentro la notizia parla il padre di Gabriele Ubaldo Petrucci, il bambino di 7 anni morto risucchiato dal bocchettone della piscina durante la festa di compleanno in una struttura termale a Castelforte (Latina).

L'uomo ricostruisce il momento della scomparsa: "Mi chiedeva di entrare in vasca, quindi io ho preso il telefonino per posarlo sul lettino, facendogli fare l'ultimo saluto esattamente sotto quelle cascate dove c'era quel bocchettone maledetto, quel bocchettone libero e aperto che risucchiava l'acqua". In pochi secondi tutto cambia: "Mi giro per posare il telefonino, mettere a posto delle cose e non lo vedo più".

Il piccolo Gabriele sarebbe così finito dentro il tubo di aspirazione: "Sono andato a vedere e ho visto il corpicino di Gabriellino rannicchiato con il braccio inserito in questo tubo, in questa condotta di aspirazione dell'acqua".

L'uomo sarebbe intervenuto immediatamente: "Il primo istinto è stato quello di prenderlo con le mie mani e ho avuto una resistenza. Ho subito cacciato un urlo, altri immediatamente sono corsi ad aiutarmi". Ma la forza della pressione dell'impianto sarebbe stata troppa: "In tutto, in tre uomini non siamo riusciti a tirarlo fuori fino a che non hanno spento l'idrovora che tirava l'acqua. Ha lottato come un leone per liberarsi da quella morsa".

Il padre del bambino morto in piscina durante il compleanno
Il padre del bambino morto in piscina durante il compleanno

Il padre spiega che quella non sarebbe stata una situazione isolata: "Sicuramente c'è una mancanza di controllo delle sicurezze perché non era l'unico bocchettone che era coperto con la griglia, ma quello era scoperto. Proprio quello sotto le cascate". L'uomo denuncia: "Ogni anno c'è una strage di bambini risucchiati da queste condotte delle acque".

Per dimostrare l'assenza di protezione adeguata, il padre avrebbe mostrato alla scientifica le dimensioni reali del pericolo: "Quando è arrivata la scientifica, io stesso mi sono sono prostrato per far vedere che in quel buco entrava un braccio di una persona adulta".

L'uomo dichiara: "Quella si chiama incuria, negligenza, dolo. Perché una famiglia non può partire in tre per festeggiare un compleanno e ritornare in due". La Procura di Cassino avrebbe intanto aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, vagliando diverse ipotesi tra cui l'assenza o il mal posizionamento della griglia di protezione.

Il padre conclude con un appello: "Chiediamo giustizia, ma soprattutto che non succeda più a nessun altro bambino".

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