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DOSSIER16 gennaio 2025

Crans-Montana, incendio al locale: cosa è successo e sviluppi

Tutti gli aggiornamenti sulla strage di Crans-Montana: vittime, indagine e fermi nell’inchiesta sull'incendio nel bar discoteca Le Constellation
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Un incendio devastante è scoppiato la notte di Capodanno nel bar discoteca Le Costellation, situato nella località svizzera Crans-Montana. La tragedia ha causato 40 morti, tra cui sei giovani italiani e centinaia di feriti.

Secondo le ricostruzioni, i presenti avrebbero avuto solo 140 secondi per mettersi in salvo prima che la temperatura e il fumo rendessero l'aria irrespirabile.

Il titolare del locale, Jacques Moretti, avrebbe ammesso di aver sostituito personalmente la schiuma fonoassorbente del locale. Test e testimonianze indicherebbero che tale materiale non sarebbe ignifugo e sarebbe potuto essere facilmente incendiato anche solo da una candela o un accendino.

Molti sopravvissuti hanno riferito che, nonostante il fumo, la musica avrebbe continuato a suonare e non sarebbe stato dato alcun allarme tempestivo.

Inoltre, l'unica via di fuga secondaria sarebbe stata ostruita da un oggetto, convogliando la folla verso una piccola porta d'uscita: "C’era solo una porta per uscire", ha confermato a Dritto e Rovescio uno dei ragazzi, sopravvissuto grazie all'intervento di un'altra persona: "Qualcuno mi ha dato la mano e mi ha tirato fuori da quel caos. Io da solo non potevo scappare".

Crans-Montana, le responsabilità dei gestori Jacques e Jessica Moretti

I proprietari del locale sono i coniugi Jacques e Jessica Moretti, attualmente indagati per omicidio, lesioni e incendio colposo.

Jacques Moretti avrebbe diversi precedenti penali, tra cui condanne per sfruttamento della prostituzione e frode. Per questo motivo, l'attività sarebbe stata formalmente intestata alla moglie Jessica.

Jessica Moretti sarebbe accusata di aver chiesto a una dipendente (poi deceduta) di far entrare il maggior numero possibile di persone a ridosso della mezzanotte per aumentare gli incassi. Testimoni l'avrebbero vista fuggire dal locale con l'incasso della serata mentre divampava l'incendio e questo potrebbe portare all'ipotesi di omissione di soccorso.

Il patrimonio della coppia è avvolto da sospetti di riciclaggio: la coppia avrebbe acquistato immobili in contanti per milioni di franchi e auto di lusso utilizzando, secondo le accuse, anche fondi destinati ai prestiti per la pandemia.

Crans-Montana, il ruolo dell'amministrazione comunale

L'indagine si è estesa al Comune di Crans-Montana a causa di gravi omissioni nei controlli di sicurezza: la procura avrebbe respinto la richiesta del Comune di costituirsi parte civile, poiché l'amministrazione stessa sarebbe sotto osservazione per le proprie responsabilità.

La conformità delle uscite di emergenza e degli estintori doveva essere verificata annualmente, ma nel bar dei Moretti non sarebbero stati effettuati controlli dal 2019.

La vicesindaca Nicole Bonvin Clivaz ha chiesto scusa per il silenzio dell'amministrazione dei primi giorni dopo la tragedia e ha ammesso di non avere le risposte alle tante domande sulle mancanze di controlli.

Crans-Montana, le indagini svizzere

Le autorità italiane e gli avvocati delle vittime hanno espresso forti critiche sulla gestione iniziale delle indagini da parte svizzera.

Inizialmente gli inquirenti svizzeri non hanno eseguito autopsie sui corpi, costringendo le procure italiane a ordinare la riesumazione delle salme. Gli esami avrebbero rivelato che diverse vittime sarebbero morte per inalazione di fumo senza segni di ustioni.

Gli investigatori svizzeri sono inoltre stati criticati per non aver sequestrato immediatamente i cellulari e i documenti dei Moretti e dell'amministrazione.

L'ambasciatore italiano in Svizzera ha dichiarato di aver incontrato la procuratrice di Sion per assicurarsi che le indagini siano condotte a tutto campo, mentre la Procura di Roma sta procedendo con rogatorie internazionali.

Crans-Montana, le ultime notizie

Dopo la strage di Crans-Montana, l'attenzione si sta concentrando sulla diffusa precarietà dei sistemi di sicurezza all'interno dei locali pubblici: molti spazi verrebbero utilizzati impropriamente per eventi di massa.

Nonostante l'Italia vanti una delle legislazioni più rigorose d'Europa, un allarmante tasso di irregolarità attraverserebbe l'intera penisola, spesso a causa della riconversione abusiva di bar e circoli in sale da ballo prive di uscite d'emergenza.

Il pericolo è rappresentato dal sovraffollamento e dall'uso di materiali pirotecnici in strutture inadeguate e la mancanza di controlli efficaci mette costantemente a rischio l'incolumità dei frequentatori.