A Verità nascoste - Il diario, parla in diretta Simone, il fratello di Greta Spreafico, la cantante rock conosciuta nel comasco scomparsa da oltre quattro anni. Il GUP di Rovigo avrebbe concesso altri sei mesi di indagini, respingendo la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura.
Simone Spreafico spiega: "È la seconda volta che cercano di archiviare questa storia e la famiglia ovviamente si oppone. Siamo riusciti a convincere il giudice, dopo un'udienza che c'è stata un po' di mesi fa, a non far archiviare questo caso".
Greta Spreafico, 53 anni, si sarebbe trovata a Porto Tolle nel giugno 2022 per vendere una casa ereditata dal nonno. La notte tra il 3 e il 4 giugno avrebbe trascorso del tempo con Andrea Tosi, giardiniere conosciuto sui social. Il 4 giugno, la sua auto nera fu ripresa da una telecamera: si tratta dell’ultima traccia certa di Greta, prima che lei e la vettura sparissero. Le chiavi furono trovate mesi dopo in una borsa nel suo appartamento, già ispezionato.
Le indagini si sarebbero concentrate sul giardiniere e poi sull’ex compagno, ma senza risultati. Il GUP di Rovigo ha concesso altri sei mesi di indagini. I carabinieri del Ris di Parma sarebbero tornati nella casa di Porto Tolle per analizzare reperti: dodici mozziconi di sigaretta e nove tamponi su bottiglie di birra, più tre nuovi tamponi su due bottiglie d’acqua e una di birra, alla ricerca di tracce di DNA.
Il fratello di Greta racconta: "Era da tempo che noi avevamo chiesto di fare delle analisi su queste bottiglie, su questi mozziconi di sigaretta, perché qualcuno aveva detto di non essere mai entrato in casa, quindi in realtà il giardiniere non dovrebbe risultare su questi esami fatti perché diceva di non essere mai entrato in casa. E poi, in teoria, nemmeno il fidanzato, perché pare che fosse da molto tempo che non andava nella casa di Porto Tolle, per cui quelle bottiglie si presume che risalgano agli ultimi giorni che Greta ha passato in casa".
Simone Spreafico parla infine delle condizioni di salute della sorella nei giorni precedenti la scomparsa e smentisce l'ipotesi di un allontanamento volontario: "Greta non stava bene, stava seguendo delle cure presso uno psichiatra che poi però ha abbandonato per seguire delle cure alternative. Questo era un po' il motivo del dissidio con noi familiari". Sulla reale intenzione della sorella di restare a Porto Tolle: "Siamo a conoscenza che Greta, in quei giorni in cui era a Porto Tolle, aveva chiesto un'abitazione, aveva fatto anche richieste di lavoro, per cui non è una persona che voleva andare via, voleva rimanere".
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