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Verità nascoste - Il diario

CRONACA02 settembre 2026

Noemi Impellizzeri, la sorella dell'amico indagato: "Non farebbe mai male a nessuno"

A Verità nascoste - Il diario la testimonianza della sorella di Tony, l'amico di Noemi Impellizzeri indagato per omicidio: "Abbiamo tutti gli elementi per approvare la sua innocenza"
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A Verità nascoste - Il diario interviene la sorella di Tony, l'amico di Noemi Impellizzeri indagato per omicidio nell'ambito dell'inchiesta sulla morte della donna, rinvenuta senza vita nella sua abitazione di Riposto, in provincia di Catania.

L'uomo avrebbe aiutato spesso Noemi Impellizzeri: "Sì, abbastanza. Aiutava abbastanza. È stato un supporto per Noemi", dichiara la sorella, che conferma il fatto che lui l'avesse ospitata in casa propria: "Sì, l'ha ospitata a casa sua e le dava anche da mangiare."

La sorella respinge ogni sospetto nei confronti del fratello: "Non farebbe mai male a nessuno". Aggiunge che l'uomo avrebbe sempre agito soltanto per aiutare Noemi e che si sarebbe trovato coinvolto nella vicenda perché preoccupato dal fatto che la donna non rispondesse più ai contatti, precisando di non essere stato l'unico a essersi recato sul posto per lo stesso motivo prima del ritrovamento. Secondo la sorella, l'uomo si sarebbe quindi "trovato nel posto sbagliato, nel momento sbagliato".

La donna non esclude che il fratello possa essere stato incastrato ma ribadisce la fiducia nella sua innocenza: "Può essere, però abbiamo tutti gli elementi per provare la sua innocenza."

La sorella dell'amico indagato per la morte di Noemi Impellizzeri
La sorella dell'amico indagato per la morte di Noemi Impellizzeri

Il caso di Noemi Impellizzeri, la donna trovata senza vita nella sua abitazione dove è divampato anche un incendio, resta al centro di un'indagine che oscilla tra l'ipotesi del suicidio e quella dell'omicidio con messa in scena. Durante i sopralluoghi, il medico legale e il colonnello dei RIS si sarebbero soffermati a lungo sui segni riscontrati sul collo della vittima, per stabilire se si sia trattato di un'effettiva impiccagione o di uno strangolamento camuffato successivamente.

L'attenzione degli inquirenti si sarebbe concentrata anche sul terrazzo dell'abitazione, che comunica con altri terrazzini limitrofi: un elemento che alimenterebbe l'ipotesi che chi ha appiccato il fuoco possa essersi allontanato passando dai tetti, sottraendosi così alle telecamere di videosorveglianza installate lungo la strada.

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