Vittoria di Savoia rivela di aver lasciato l'università di Londra per studiare recitazione. "Studiare politica non mi è piaciuto molto e ho subito lasciato l’università senza dirlo ai miei genitori: volevo dimostrare che potevo farcela da sola. Per mantenermi, ho trovato lavoro in una galleria d’arte e in un pub, dove servivo ai tavoli e facevo un po’ di tutto", ha raccontato in un'intervista al Corriere della Sera la primogenita di Emanuele Filiberto di Savoia e Clotilde Courau.
Vittoria di Savoia, 22 anni, ha poi iniziato a dedicarsi alla recitazione: "Mi sono iscritta a un corso di teatro. Recitare mi è piaciuto. Allora, ho chiamato mia madre e le ho detto: 'Torno a Parigi perché mi piace il teatro'". Vittoria rivela la reazione di sua mamma Clotilde Courau: "Mi ha risposto: 'È un mestiere come un altro, l’importante è che lavori'. E io: 'Non c’è problema'". Tornata a Parigi la primogenita di Emanuele Filiberto di Savoia ha fatto tre corsi di recitazione: "Avevo messo da parte un po’ di soldi lavorando al pub e ho potuto pagare tutto da sola". Dopo aver girato il suo primo film, la sua vita oggi è divisa tra recitazione, arte e moda.
Su Instagram conta più di 100mila follower e nell'intervista Vittoria di Savoia parla anche del suo rapporto con i social: "Per me, i social sono uno spazio creativo dove condividere progetti artistici e cose che mi interessano. Non voglio usarli per mettere foto di quello che mangio. Non voglio che i giovani mi vedano come un modello, come se dovessero avere la stessa bocca o lo stesso naso. Per la mia generazione, i social sono un’opportunità, ma anche una difficoltà. Io ho disattivato TikTok e giuro che vedo la differenza sulla mia capacità di concentrarmi: riesco ad andare più in profondità su tutto. Ho più tempo, faccio più cose. La sera, leggo un libro. Sto poco sul telefono. Preferisco andare al cinema, al teatro, a una mostra. Le foto le faccio con una Olympus presa in un mercatino. Come me, tanti miei coetanei si stanno stancando del virtuale e hanno nostalgia di un’epoca che non abbiamo vissuto: vestiamo vintage, andiamo ai concerti rock".
Parlando dei suoi genitori, Vittoria di Savoia dice: "Ho avuto un'educazione molto libera e molto solida. Sono cresciuta a Parigi con mia madre e lei e papà mi hanno trasmesso i valori del lavoro e del denaro. Mi hanno sempre insegnato che devo lavorare". Ma ammette di aver provato in adolescenza rabbia verso i suoi genitori: "Credo che tutti gli adolescenti la provino, no? Forse perché avrei voluto i miei più insieme o perché non capivo la questione del cognome. Ora, è tutto passato. C’erano tante cose che non capivo, ma poi crescendo ti rendi conto che i tuoi genitori sono anche loro persone e imparano insieme a te".
Nell'intervista Vittoria parla anche della sua esperienza come volontaria in Ucraina: "Ero a Londra e ho visto in tv le immagini delle persone che scappavano dalla guerra. Ho chiamato mio padre e mi ha raccontato che c’era in partenza una missione della Croce Rossa. E io, subito: 'Devo andare, vado, ho bisogno di andare'. Ho fatto 22 ore di macchina, è stata un’esperienza fortissima: alla stazione dei treni in Polonia, mi sono commossa vedendo le donne che dicevano addio ai mariti e i bambini che non capivano e dicevano 'a dopo'. Emanuele Filiberto di Savoia aveva raccontato quest'esperienza della primogenita a Verissimo nel 2022: "Vittoria mi ha chiamato e mi ha detto di essere rimasta molto colpita da quello che sta succedendo in Ucraina e che voleva rendersi utile. Ha contattato la Croce Rossa ed è partita in Polonia, a confine con l'Ucraina. Si è fatta 22 ore di viaggio con il camion ed è andata ad aiutare i profughi. Penso che sia tornata più ricca di un'esperienza incredibile per la sua età. La sua volontà di andare lì è venuta senza alcuna spinta, è stata lei a dirmelo".