Scopri Infinity+
Corporate
L'intervista01 febbraio 2026

Paolo Campolo: "A Crans-Montana ci sono state carenze nei soccorsi"

A Verissimo il difficile racconto dell'eroe di Crans-Montana: "Nella mia mente dentro a Le Constellation poteva esserci mia figlia e infatti ho trovato ragazze che potevano esserlo"
Condividi:

Paolo Campolo ripercorre a Verissimo la tragica notte di Capodanno a Crans-Montana, dove a causa di un incendio scoppiato nel locale Le Constellation hanno perso la vita 41 persone e altre 115 sono rimaste ferite, in gran parte giovani.

"Stavamo festeggiando quando ci ha chiamati la figlia della mia compagna, che aveva raggiunto il suo fidanzato nel locale Le Constellation. Era in lacrime e ci ha detto che c'era stato un boato", ricorda Paolo Campolo, che è corso subito nel locale e, grazie al suo coraggio, ha salvato molti ragazzi intrappolati.

"La prima cosa che ho visto sono state le vittime che erano già fuori. Non ho visto fiamme, quel fuoco si è spento in pochi minuti forse per mancanza di ossigeno. Siamo entrati dentro e abbiamo trovato subito persone per terra che abbiamo anche calpestato. Abbiamo iniziato a tirarle fuori. C'era un fumo spessissimo", aggiunge Paolo Campolo, definito l'eroe di Crans-Montana.

È stato Paolo il primo a tentare di aprire la porta d'emergenza del locale: "Mi sono trovato dietro una persona, un uomo e gli ho chiesto di aiutarmi. Siamo riusciti ad aprire la porta e lì dietro c'erano altri ragazzi, ma soprattutto ragazze, tra cui la famosa cameriera Cyane, che era ancora viva. Le ho anche parlato". Paolo Campolo non esclude che l'uomo con cui si era trovato ad aprire la porta di emergenza fosse proprio Jacques Moretti, il proprietario del locale: "Non saprei riconoscerlo, ma dal profilo potrebbe essere lui considerato l'abbigliamento".

Paolo Campolo è fermamente convinto che ci siano state delle carenze nei soccorsi: "Io e altre persone abbiamo tirato fuori gente ancora viva, so che c'è gente che è morta fuori. Posso dire che questi ragazzi - feriti, ustionati, disidratati - sono rimasti fuori per più di due ore per terra senza coperte, senza barelle, a diversi gradi sotto zero. Non c'era abbastanza ossigeno. È venuto a mancare moltissimo materiale".

In merito ai soccorsi Paolo Campolo aggiunge: "I pompieri sono arrivati subito, ma erano dei volontari che si sono trovati assolutamente impreparati a quella catastrofe, sono stati degli eroi perché non avrebbero potuto fare di più". Paolo Campolo spiega anche cosa gli abbia dato la forza di lottare con tutte le sue forze per salvare più persone possibile: "Nei giorni prima avevo insistito che mia figlia Clara, di 16 anni, andasse a Le Constellation. Lei non c'era voluta andare per fortuna. Ma nella mia mente lì dentro poteva esserci mia figlia e infatti ho trovato ragazze che potevano essere mia figlia". Paolo Campolo vive a Crans-Montana, che oggi non riconosce più: "È buia, non è la stessa. Ci vorrà tempo. Ho speranza che troveremo la verità".