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Donne20 marzo 2026

L'immenso coraggio di Gisèle Pelicot

A Verissimo il coraggioso racconto e la storia di Gisèle Pelicot, considerata un simbolo internazionale della lotta contro la violenza
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Domenica 22 marzo a Verissimo, il racconto di Gisèle Pelicot, che, grazie al suo coraggio, ha reso la sua storia simbolo della lotta contro la violenza.

Chi è Gisèle Pelicot

Gisèle Guillou è nata nel 1952 nella città di Villingen, in Germania, dove si trovava la sua famiglia perché suo padre prestava servizio nell'esercito francese. All'età di cinque anni Gisèle si è trasferita in Francia. La sua infanzia è stata sconvolta all'età di nove anni, quando ha perso la madre a causa del cancro.

Nel 1971, Gisèle ha incontrato Dominique Pelicot, che ha sposato due anni dopo. La coppia ha avuto tre figli: David, Caroline e Florian. La famiglia ha trascorso gran parte della sua vita nell'area metropolitana di Parigi. Nel 2013 Gisèle e Dominique si sono trasferiti a Mazan, nel sud-est della Francia.

È stata sempre Gisèle a contribuire maggiormente al tenore economico della famiglia, grazie al suo lavoro nell'amministrazione della compagnia elettrica statale. Dominique ha svolto lavori come elettricista e agente immobiliare, e ha avviato diverse attività fallimentari, tanto che nel 2001 la coppia ha divorziato per proteggere i loro beni dai creditori, continuando però a vivere insieme. Nel 2007 si sono risposati.

Nel 2020 Dominique Pelicot è stato arrestato, dopo essere stato sorpreso da una guardia di sicurezza privata a filmare di nascosto con il cellulare sotto le gonne di alcune clienti in un supermercato. Ma è analizzando i dispositivi elettronici di Dominique, 73 anni, che è emerso l'orrore.

Il processo per gli stupri di Mazan

Gisèle Pelicot (foto Ansa)Gisèle Pelicot (foto Ansa)

Dai dispositivi elettronici di Dominique Pelicot è emerso che l'uomo faceva parte di una chat di gruppo privata chiamata à son insu ("a sua insaputa"), in cui si parlava di come avere rapporti sessuali con le proprie compagne senza che queste se ne rendessero conto, con l'utilizzo di droghe da stupro. Attraverso questa chat e anche altre conversazioni online, Dominique Pelicot ha invitato altri uomini ad abusare di sua moglie Gisèle.

In una chiavetta Usb di Dominique Pelicot, inoltre, è stata trovata una cartella, denominata ABUS ("abusi"), con più di 20mila immagini e video delle violenze, in cui la moglie appariva priva di coscienza. Gli inquirenti hanno individuato almeno 72 uomini che avrebbero commesso abusi su Gisèle tra il 2011 e il 2020. Di questi, 50 sono stati identificati: uomini tra i 26 e i 74 anni che svolgono i mestieri più diversi: dal vigile del fuoco al giornalista, dall'infermiere alla guardia carceraria, dal consulente informatico all'idraulico. Alcuni di loro sposati e con figli.

Sono state ricostruite anche le indicazioni che Dominique Pelicot forniva a questi uomini: per non dare nell'occhio dovevano parcheggiare lontano dall'abitazione e arrivare alla sua casa a piedi; non dovevano usare profumi o fumare per non insospettire la moglie; dovevano spogliarsi in cucina, per evitare di dimenticare oggetti in camera da letto e dovevano scaldare le mani con l'acqua calda o sui termosifoni per evitare di svegliare Gisèle. Non era richiesto alcun pagamento per abusare della donna e Dominique non chiedeva a questi uomini di indossare profilattici.

Durante il processo, Dominique Pelicot ha confessato, raccontando di aver iniziato quando alla moglie è stato prescritto un farmaco ansiolitico che le provocava sonnolenza. L'uomo aggiungeva il farmaco alle bevande e al cibo della moglie, fino a farle perdere coscienza e poi abusare di lei e invitare altri uomini a farlo. Dominique Pelicot filmava gli abusi e li condivideva in rete. Inoltre nel computer di Dominique Pelicot è stata trovata una cartella denominata Ma fille à poil? ("Mia figlia nuda?") con foto della figlia Caroline priva di sensi e senza abiti. L'uomo ha scattato fotografie illecite anche alle sue due nuore.

Il processo, terminato nel 2024, ha portato alla condanna a 20 anni di carcere per Dominique Pelicot. Inoltre 49 imputati su 50 sono stati dichiarati colpevoli di aver commesso stupro aggravato, tentato stupro o violenza sessuale contro Gisèle. Un uomo è stato giudicato colpevole di aver drogato e violentato la propria moglie insieme a Dominique, ma non di reati contro Gisèle.

Il coraggio di Gisèle Pelicot, un simbolo contro la violenza

Il caso - diventato noto come gli stupri di Mazan, dal nome della località francese dove la coppia si è trasferita - ha riscosso grande attenzione mediatica, sia per la gravità dei reati compiuti sia per la coraggiosa scelta di Gisèle Pelicot di opporsi a un processo a porte chiuse. "La vergogna è loro. Sono fortunata ad avere le prove. Ho la dimostrazione, il che è molto raro. Quindi, devo passare attraverso tutto questo per rappresentare tutte le vittime", ha spiegato la donna, che è diventata negli anni un simbolo della lotta contro la violenza.

La BBC ha inserito Gisèle Pelicot tra le 100 donne più influenti e d'ispirazione al mondo per il 2024. Nello stesso anno il Financial Times l'ha inserita nella lista delle 25 donne più influenti dell'anno. Nel 2025 è stata anche nominata una delle donne dell'anno da Time. È stata nominata cavaliere della Legione d'Onore, la più alta onorificenza conferita dallo Stato francese. Nel 2026 è stata ricevuta a Clarence House dalla regina Camilla, che si era detta, in una lettera, "profondamente colpita dalla straordinaria dignità e dal coraggio" di Gisèle Pelicot.

Gisèle Pelicot ha racchiuso la sua storia nel memoir Un inno alla vita (edito da Rizzoli) tradotto in 22 lingue. "Il mio obiettivo, scrivendo il mio libro, è stato raccontare la mia storia, ma soprattutto trasmettere un messaggio di speranza a tutte le donne e a tutti gli uomini che attraversano prove difficili nella loro vita", ha spiegato la donna, considerata da più parti come una vera eroina dei nostri tempi.