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Famiglia29 ottobre 2026

Luciana Littizzetto, la figlia Vanessa racconta la sua storia di affido: “A volte nascono delle famiglie come è successo a noi”

Vanessa Beljuli Littizzetto racconta per la prima volta in lacrime la sua storia: “Vivevamo in comunità poi un giorno la mamma ha smesso di chiamarci”
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"I primi 4 anni li abbiamo vissuti in casa in un quartiere popolare di Milano sia con la mamma che col papà. Mi ricordo dei problemi, mi ricordo delle assenze, mi ricordo delle presenze": inizia così il toccante racconto di Vanessa Beljuli Littizzetto, 32 anni, che ripercorre per la prima volta la sua storia di affido.

Vanessa, insieme al fratello Jordan, è stata affidata a Luciana Littizzetto all'età di 12 anni, ma prima ha vissuto in comunità. "Mi ricordo il motivo per cui, dopo questi 4 anni, si è deciso di percorrere un percorso - dai 5 agli 8 anni più o meno - in due comunità diverse in cui vivevano mamme con i figli. Quindi lì il papà non c'era e ci siamo ritrovati io e gli altri miei due fratelli con nostra mamma", racconta Vanessa a un evento dell'Organizzazione SOS Villaggi dei Bambini.

Degli anni in comunità, Vanessa ricorda: "In questa comunità non è successo niente di strano. Il percorso è seguito da delle figure di professionisti che cercano un po' di rimettere in piedi la struttura familiare. Successivamente il terzo periodo per me è stata casa. Io e i miei fratelli abbiamo vissuto senza più né la mamma né il papà in questa casa, in questa comunità, dove torno due volte all'anno se non di più. Gli educatori che ci hanno seguiti sono stati dei genitori. In questa comunità abbiamo condiviso tutto. Abbiamo condiviso le camere con le altre bambine, abbiamo condiviso i giochi, i vestiti, i momenti no".

Di sé stessa bambina, Vanessa ricorda: "Ero estremamente estroversa, non piangevo come in questo momento, ero un maschiaccio, giocavo tantissimo, passavo dalle corse al calcio, quindi mi picchiavo con i maschi, non avevo problemi. Non dico che ero serena, però stavamo iniziando a respirare aria di normalità. Eravamo visti, eravamo seguiti, c'era chi si accorgeva di noi e dei nostri stati d'animo".

In comunità venivano organizzati incontri tra i bambini ospiti e i loro genitori e, poi, c'era possibilità di sentirsi telefonicamente. "Una volta a settimana c'erano le telefonate concordate. Fino a quando un giorno queste telefonate sono mancate. Quando queste telefonate sono mancate, io iniziavo ad avere 11 anni, mio fratello 9. Quando la mamma non chiamava più, tu non sapevi né il perché e né eri stato avvertito. Aspetti qualcosa che non arriva e devi spiegarlo a tuo fratello", racconta Vanessa

"Dopo si sono presentati dei problemi che sono stati affrontati con gli psicologi, ma hanno avuto inizio proprio da qui, da quanto tu ti senta inadatto, da quanto tu ti senta sbagliato e pensi di aver fatto qualcosa per cui gli altri non ti hanno voluto", aggiunge Vanessa. È così che nel 2006 è iniziata la sua storia di affido: "Si era deciso che era giusto interrompere quella situazione e iniziare un nuovo percorso affettivo". È stata Luciana Littizzetto ad aprire le porte del suo cuore a Vanessa e Jordan.

Nel suo racconto, Vanessa rivolge un consiglio a chi, come lei, si trova ad affrontare un percorso di affido. "È qualcosa che ti porti dentro per sempre, anche se ho fatto un grandissimo percorso sia psicologico sia di istruzione. È normale provare mille emozioni diverse contemporaneamente. È normale non avere delle risposte, darsi tempo. È normale non sentirsi a casa da nessuna parte. È normale a volte provare dei sensi di colpa perché provi troppo affetto per questi genitori, quindi ti sembra di fare un torto. Non è facile né in un caso né nell'altro. Però insieme a volte nascono delle famiglie, come è successo a noi".

Luciana Littizzetto aveva raccontato la sua storia di affido ospite a Verissimo: "Vanessa e Jordan erano grandicelli ed erano rimasti in comunità per tanto tempo perché si sceglie di non dividere i fratelli. Infatti quando mi hanno detto che erano due mi sono un po' spaventata, poi mi sono detta se il destino è questo che destino sia".