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Le parole10 aprile 2026

Ditonellapiaga: “Ho scoperto di avere un rapporto patologico con il giudizio. La terapia mi ha aiutato”

La cantante parla in un'intervista di alcune difficoltà vissute negli ultimi anni: "Mi sembrava sempre di non essere all’altezza"
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Dal rapporto con il successo alle difficoltà vissute negli ultimi anni: Ditonellapiaga si è raccontata in un'intervista a Repubblica.

Per quanto riguarda la grande popolarità arrivata dopo l'ultima partecipazione al Festival di Sanremo, la cantante, 29 anni, ha detto: "A parte i paparazzi che mi fotografano pure al supermercato con le buste in mano, non è che sia cambiato molto. Il fatto è che in tv o sul palco sono sempre molto truccata e tanti non mi riconoscono".

Ditonellapiaga non ha nascosto di aver attraversato un periodo un po' complicato negli ultimi anni: "Ho scoperto di avere un rapporto patologico con il giudizio. Sono molto critica verso me stessa. Questo mi ha portato a interrogarmi sempre, in modo preventivo, su cosa potesse piacere agli altri invece che a me. La terapia mi ha aiutato a ricentrarmi".

Oltre al percorso di terapia, ad aiutarla è stata anche la musica: "Il mio nuovo disco è quasi terapeutico, anche perché mentre scrivevo le canzoni ho iniziato la terapia. Mi ha aiutato a sentirmi più adeguata, mi sembrava sempre di non essere all’altezza. Mi dicevano che non ero abbastanza pop e nemmeno abbastanza indie, come se la mia identità non fosse chiara e questo mi ha messa più volte in crisi. A Sanremo ho capito meglio chi è Dito, e in qualche modo con questo disco ho raccontato tutto il mio disagio".

Alla domanda quale sia il suo centro oggi, Margherita Carducci - questo il vero nome dell'artista - ha risposto: "Sono ossessionata dal contrasto tra la perfezione e l’errore. Per me l’autenticità è questa: mi sento vera quando sono ironica, teatrale, un po’ esagerata. Quando ho cercato di essere più normale mi sono sentita a disagio".

Ditonellapiaga ha parlato delle sue difficoltà anche ospite a Verissimo: "Ho avuto un percorso strano a livello professionale: ho scritto un disco, ho scritto un brano che, grazie all'incontro con Rettore, è finito sul palco più importante d'Italia. Ho avuto un battesimo importante. È come se avessi costruito prima la facciata di un palazzo e poi le fondamenta. Ho dovuto poi scrivere un secondo disco senza l'esperienza di una persona che fa questo lavoro da tanto, ma con l'esperienza dell'Ariston da artista affermata. Sono andata un po' in crisi anche perché poi sentivo che per il mondo esterno non ero mai abbastanza qualcosa. Non riuscivano a identificarmi, a inquadrarmi. La verità è che non riesco a corrispondere a un canone preciso, faccio un tipo di musica molto contaminata".