A Dentro la notizia va in onda in esclusiva l'audio di Fulvio Ielmini, l'uomo indagato per la morte dell’ex compagna Pierina Buffon, la 69enne deceduta venerdì scorso nel frontale tra le loro auto a Cassano Magnago, nel Varesotto.
Per gli inquirenti la donna sarebbe stata vittima di femminicidio e al 73enne viene contestato anche l'omicidio volontario aggravato dai futili motivi dopo lo scontro tra ex avvenuto a Cassano Magnago, in provincia di Varese.
"Prima di morire di infarto, ammazzo la persona che l'ha fatto, chi se ne frega", si sente nella registrazione. Ielmini e la donna sarebbero stati compagni per otto anni. Secondo la ricostruzione, al momento dell'impatto l'uomo avrebbe lanciato la sua Jaguar a 140 chilometri orari.
Nell'audio, Ielmini dichiara: "L'ho sempre pensata a una vendetta simile, gliel'ho anche detto all'avvocato: guarda che non mi vengono a tagliare le gambe, perché io reagisco". Poi spiega cosa lo ferisce: "È il modo in cui è finita che mi sta arrivando sul cuore. Non vedi che me la sto prendendo di cuore?". E si rivolge alla ex: "Perché mi hai trattato così? Cosa ti ho fatto? Io ho cercato di portarti in paradiso".
L'uomo ripete più volte di non volersi fermare: "Te l'ho detto, se riesci a fermarmi è bene, se no io me la studio in un modo o nell'altro. Io me la studio, non mi fermo". Subito dopo aggiunge: "Ma non la voglio uccidere, sto soffrendo troppo, non ho più niente da fare". E ancora: "O mi ammazzo o non la lascio più libera". Ielmini aggiunge: "Perché non c'è la punizione per queste donne qua?".
Una foto scattata il 14 settembre dalla barista di un locale, quasi un mese prima dello schianto, lo ritrae in ginocchio davanti a lei, seduta a un tavolino, in quella che sembra una supplica. Nemmeno la diffida inviata dal legale di Pierina sarebbe bastata a fermare il suo bisogno di controllarne gli spostamenti, fino al GPS che sarebbe stato installato sull’auto della donna. Al momento dell’impatto, secondo la ricostruzione, Ielmini avrebbe lanciato la sua Jaguar a 140 chilometri orari. Saranno l’autopsia e la perizia cinematica a stabilire se lo schianto sia stato un incidente o un gesto volontario.