A Morning News, un amico di Lorena Isceri racconta i giorni precedenti al femminicidio della donna di 46 anni uccisa il 3 settembre sul viadotto autostradale dell'A1, nei pressi di Barberino del Mugello, dal suo ex fidanzato Federico Vella, poi morto suicida gettandosi a sua volta nel vuoto.
L'amico di Lorena ricostruisce l'ultimo scambio avuto con Vella prima delle vacanze estive, quando i due si sono incontrati in palestra: "Lui mi ha ribadito che Lorena era giù in Puglia, perciò sapevo che era lì", racconta. Poco dopo, però, si sarebbe accorto di qualcosa che non tornava: "Il giorno dopo io vengo con lo scooter dal lavoro e faccio questa strada qua", spiega, ricostruendo il momento in cui avrebbe notato Vella nei pressi dell'abitazione della donna, nonostante sapesse che lei si trovasse fuori città.
Il ragazzo sottolinea come Vella fosse consapevole dell'assenza di Lorena da Firenze, pur essendosi comunque presentato sotto la sua abitazione. A confermare la presenza dell'uomo davanti al garage sarebbe stata anche un'altra testimone, una ragazza ucraina intervistata proprio davanti a casa di Lorena, che avrebbe raccontato di averlo visto fermo alla sbarra del cancello, ben sapendo anche lei che la donna non fosse a Firenze in quei giorni.
Ripercorrendo quei momenti, l'amico di Lorena si interroga sul comportamento di Vella: "Perciò che cosa stava facendo? La stava aspettando, stava vedendo se tornava". Quando l'inviata di Morning News gli fa notare come questo atteggiamento faccia pensare a una pianificazione avviata già una settimana prima del delitto, il giovane risponde: "Col senno di poi, credo di sì".
La relazione tra Lorena Isceri e Federico Vella si era interrotta all'inizio di agosto, una rottura che l'uomo non avrebbe mai accettato. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gesto sarebbe stato pianificato nei giorni precedenti. L'uomo si sarebbe quindi intrufolato nel garage proprio mentre la donna stava parcheggiando, l'avrebbe immobilizzata legandole mani e piedi con delle fascette e l'avrebbe rinchiusa nel bagagliaio dell'auto, dirigendosi poi verso l'autostrada A1.
Lorena sarebbe rimasta lucida fino alla fine, riuscendo a recuperare un cellulare e a chiamare il 112: sarebbe rimasta in linea con gli operatori per circa venti minuti, fornendo elementi che avrebbero permesso di geolocalizzare il veicolo. Non appena l'uomo si sarebbe accorto che stava parlando con le forze dell'ordine, l'ha gettata nel vuoto da un'altezza di oltre 40 metri.
Quando la polizia è riuscita a intercettare l'auto sul viadotto, Lorena era già morta. L'uomo si è poi lasciato cadere nel vuoto davanti ai loro occhi.
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