A Morning News interviene il genetista Pasquale Linarello, consulente della difesa di Alberto Stasi, che ricostruisce il percorso delle analisi genetiche sul caso Garlasco e l'esperimento condotto sulla cosiddetta traccia 33, l'impronta rinvenuta sul muro della scala che porta alla cantina dell'abitazione di Chiara Poggi.
Linarello spiega: "Abbiamo cercato di capire come mai una traccia così importante, e soprattutto una traccia posizionata in prossimità di dove è stato gettato il corpo della vittima, potesse essere negativa ai test per il sangue, perché ricordo che su questa traccia il primo test che è stato effettuato è il Combur test, che però è un test generico che reagisce anche con i vegetali, con la ruggine, eccetera. Questo test ha dato esito dubbio".
Il genetista continua: "C'è stato un interesse da parte del RIS che operava nel capire se quella traccia potesse essere una traccia di sangue. Venne grattato il muro per fare poi delle successive analisi. In questa fase è stato effettuato il test Optic, che è un test specifico per il sangue, che ha dato esito negativo".
Per spiegare quel risultato negativo, il consulente della difesa di Stasi dichiara: "Quella traccia potrebbe essere composta da sudore e sangue in quantità differenti, ma lo evidenzia già il fatto che, se guardiamo nel particolare, ci sono delle goccioline come se si fossero staccate dall'impronta principale. Quindi è chiaro che c'è qualcosa di organico, ricco di aminoacidi, che ha reagito con la ninidrina. Ricordiamo che la ninidrina è questo reagente che deve necessariamente reagire con un qualcosa di organico. Potrebbe essere una traccia mista sudore-sangue".
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