Alice Di Vita, la figlia maggiore sopravvissuta al giallo della ricina di Pietracatella, ricostruisce agli inquirenti gli ultimi giorni di vita della madre Antonella Di Ielsi e della sorella minore Sara.
"Ci hanno fatto vedere Sara e dopo sono arrivati anche tanti parenti", racconta Alice nelle dichiarazioni, trasmesse a Morning News. "Ricordo che papà ha detto che doveva farlo sapere a mamma, in quanto era giusto che lo sapesse prima lei che la gente estranea, e così ha fatto. Dopo poco è giunta mamma accompagnata da mio nonno, suo padre, eravamo davanti al pronto soccorso. Mamma era debolissima, ma dopo la notizia era proprio distrutta e anche caduta a terra. Ho visto arrivare degli operatori con una lettiga sulla quale hanno caricato mia mamma e l'hanno condotta all'interno del pronto soccorso".
Antonella Di Ielsi, 50 anni, e Sara Di Vita, 15 anni, sarebbero morte per un avvelenamento da ricina, la sostanza tossica individuata dai test eseguiti a Pavia dopo settimane in cui il decesso era stato attribuito a una gastroenterite.
Alice continua: "Dopo ho percepito che potesse stare in rianimazione, visto lo stato di salute che aveva in quel momento. Sono rimasta circondata dai parenti e le notizie provenienti dal pronto soccorso mi dicevano che mamma era stabile e sedata". Anche il padre Gianni viene ricoverato in quelle stesse ore: "Ricordo che anche mio padre a quel punto è stato ricoverato". La mattina seguente, verso le 8, è lo stesso Gianni a chiedere alla figlia di sottoporsi a controlli medici: "Mio papà mi ha detto di andare in ospedale, in quanto voleva che controllassero anche il mio stato di salute. Mentre stavo lì a fare gli esami, in tarda mattinata, dopo reiterate mie richieste, parenti e amici mi hanno detto che anche mia mamma era morta".
Alice è stata interrogata anche sulla cena del 23 dicembre, la sera in cui la famiglia si è seduta a tavola senza di lei: "So solo riferirvi che nei giorni del 25 dicembre, nei momenti successivi al malessere di mamma e Sara, ci siamo cominciati a chiedere da dove venissero quelle sintomatologie di nausea e vomito".
Il primo sospetto, racconta, era caduto su un altro alimento: "Tutti, in un primo momento, abbiamo addebitato la causa alle cozze, ma dopo aver fatto mente locale abbiamo acclarato che le stesse erano state mangiate anche da mio zio, da mio nonno e da me stessa".
"Ricordo che prima delle vacanze di Natale mamma e papà hanno portato un cesto natalizio. Io stessa ho aperto i prodotti e li ho mangiati, in particolare il miele, un panettone. C'era il vino, ma forse lo ha bevuto solo papà. Mamma e Sara sicuramente no", racconta Alice.
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