L'ICE, acronimo di Immigration and Customs Enforcement, è l'agenzia federale statunitense che oggi rappresenta il braccio esecutivo della stretta anti-immigrazione dell'amministrazione Trump. Negli ultimi mesi, l'agenzia è finita al centro di molte proteste a causa di raid violenti, violazioni dei diritti civili e l'uccisione di cittadini americani disarmati.
Cos'è l'ICE negli USA e quando è nata? L'agenzia è stata istituita nel 2003 come parte della risposta all'11 settembre, con l'obiettivo originario di contrastare il terrorismo e il crimine transnazionale.
L'ICE collabora strettamente con la Border Patrol guidata da Gregory Bovino, di origini calabresi, diventato il simbolo dei raid anti-immigrati. Bovino ha dichiarato pubblicamente di essere pronto a usare la forza contro quella che definisce "la feccia della società".
Per questi motivi, le strade di Minneapolis sono diventate il teatro di una vera e propria guerriglia urbana.
La tensione a Minneapolis è esplosa il 7 gennaio, a pochi isolati dal luogo in cui fu ucciso George Floyd, quando un agente dell'ICE ha sparato a Renée Nicole Good, una cittadina americana di 37 anni, uccidendola.
Nonostante le prime proteste siano divampate già a dicembre dopo l'arresto del ventenne Mubashir, è stata l’uccisione di Renée a innescare le rivolte più violente, aggravate dalla decisione del Dipartimento di Giustizia di non perseguire l'agente coinvolto.
Da un lato i cittadini manifestano contro i metodi dell'ICE, ma dall'altro gruppi di estrema destra pro-Trump e anti-Islam alimentano gli scontri, con la presenza di figure già coinvolte nell'assalto a Capitol Hill.
Alex Jeffrey Pretti, un infermiere di 37 anni, è stato ucciso con 10 colpi di pistola mentre filmava un'operazione dell'ICE per proteggere una donna colpita da spray urticante.
Nonostante fosse a terra, gli agenti avrebbero aperto il fuoco sostenendo che rappresentasse una minaccia, una tesi difesa anche dal Presidente Trump che ha definito gli agenti "patrioti".
Nell'occhio dell'ICE ci sarebbero anche cittadini americani come Mubashir, arrestato nonostante avesse dichiarato di avere documenti validi. Ha fatto discutere anche il caso di Liam Ramos, bambino di 5 anni deportato con il padre.
La città di Minneapolis vive oggi in uno stato di paura. I negozi nel quartiere latino sono deserti, i genitori scelgono la didattica a distanza per timore dei blitz e le strade sono pattugliate da mezzi dell'ICE che escono a decine dai palazzi federali. Come dichiarato da un giovane testimone in Oregon: "Non dovrei vivere così a 16 anni, dovrei concentrarmi sulla scuola e non avere paura del colore della mia pelle".