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Forbidden Fruit

ESCLUSIVA11 settembre 2026

Forbidden Fruit, intervista alla sceneggiatrice Zeynep Gür: "Vorrei un'amica come Ender"

Le dichiarazioni della penna che si nasconde dietro il racconto dell'amata serie turca in onda su Canale 5 e disponibile on demand su Mediaset Infinity
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Pubblichiamo l'intervista che Zeynep Gür, sceneggiatrice di Forbidden Fruit, ha rilasciato in esclusiva a Forbidden Fruit, il mensile dedicato ai protagonisti delle serie turche più amate.
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C’è la sua penna dietro gli intrighi, alleanze, tradimenti e tutti quei personaggi in grado di farsi amare nonostante i propri errori e le continue recidive. Zeynep Gür, sceneggiatrice di Forbidden Fruit, ci ha aperto con le sue parole quel "laboratorio emotivo" che ha dato vita a una delle dizi più amate degli ultimi anni, svelandoci come nasce questa epopea familiare capace di incollare gli spettatori al piccolo schermo e che per lei è stata una pietra miliare della sua carriera, nonché il progetto televisivo d'esordio.

Zeynep, qual è stato l'aspetto più stimolante nello scrivere un'epopea piena di colpi di scena e personaggi come Yasak Elma?
«Sicuramente fatto che i personaggi non sono mai completamente buoni o completamente cattivi. Ognuno porta dentro di sé lati innocenti e lati pericolosi. Creare quelle zone grigie che spingono continuamente il pubblico a chiedersi: “Perché lo hanno fatto?” è incredibilmente piacevole. Inoltre, l'intrigo diventa molto più realistico quando non viene usato solo per colpire lo spettatore, ma come meccanismo di sopravvivenza
dei personaggi».

Ender e Yıldız sono diventate due personaggi amatissimi, anche quando sbagliano, manipolano o feriscono. Da sceneggiatrice, come si costruisce una donna così imperfetta ma irresistibile?
«Ender e Yıldız sono così apprezzate perché nella vita reale le persone vengono amate nonostante i loro difetti. A volte hanno fatto cose terribili, ma il pubblico ha capito perché si comportano in quel modo. Quando scrivo un personaggio, prima di tutto cerco la sua ferita. Perché una persona sente il bisogno di manipolare gli altri? Perché è così controllante? Perché è così ambiziosa? Una volta trovate queste rispo-ste, il personaggio smette di essere semplicemente “cattivo” e diventa umano».

Tu quali tra le due preferisci?
«Probabilmente Yıldız. Mi riconosco di più nel fatto che, anche nei momenti di crisi, non perda mai il senso dell’umorismo, la sua energia, il suo modo di aggrapparsi alla vita e la sua capacità di perdonare».

Se potessi diventare amica di uno dei personaggi di Forbidden Fruit, chi vorresti facesse parte della tua vita?
«Sicuramente Ender. È una vera risolutrice di problemi ed è incredibilmente intelligente. Se ama qualcuno, è il tipo di persona che avrebbe persino la forza di salvargli la vita».

Una scena di Forbidden Fruit 4
Una scena di Forbidden Fruit 4



In una serie lunga, i personaggi devono evolversi ma restare riconoscibili. Qual è stata la difficoltà maggiore nel far crescere figure come Ender, Yıldız, Halit o gli altri protagonisti?
«La sfida più grande è stata impedire ai personaggi di ripetersi. Nelle serie molto lunghe, un personaggio può finire per diventare una parodia di sé stesso. Per questo, cerchiamo di mostrare un lato diverso di loro, proteggendo però l’essenza che il pubblico amava».

Le alleanze e i tradimenti sono tra i motori della serie. Come si decide quando un personaggio deve cambiare squadra, mentire, vendicarsi o sorprendere il pubblico?
«In realtà, sono le storie che creiamo a guidare quelle decisioni. Capire se una trama coinvolgerebbe il pubblico, quali reazioni potrebbe generare e qual è la direzione più forte per la narrazione: tutto prende forma attraverso lunghe discussioni creative. Non creiamo colpi di scena solo per stupire. Il pubblico deve poter pensare: “In effetti aveva senso che quel personaggio facesse proprio questo”».

Forbidden Fruit gioca spesso con l'apparenza sociale. Quanto c’è di osservazione della società turca contemporanea nella scrittura dello show?
«Non solo in Turchia, ma in tutto il mondo, a volte le persone si preoccupano più di apparire felici che di esserlo davvero. Status, matrimonio, denaro, ambienti sociali… Abbiamo osservato continuamente quanto queste cose condizionino la vita delle persone. Forbidden Fruit parla anche della differenza tra la vita che le persone mostrano e quella che vivono davvero».

C'è una scena o una svolta narrativa che, mentre la scrivevi, hai pensato potesse dividere molto il pubblico?
«Soprattutto con alcune relazioni, sapevamo che il pubblico si sarebbe diviso. Però credo che, se una sto-ria piace a tutti, forse sta giocando troppo sul sicuro. Le scene di cui la gente discute sono spesso quelle che restano più vive e memorabili».

Qual è stata la scena più straziante da scrivere?
«Le scene che mi hanno colpita di più mentre le scrivevo sono state quelle in cui i personaggi mettevano da parte il proprio ego e mostravano la loro vulnerabilità. Ricordo ancora di aver pianto mentre scrivevo la scena in cui Yıldız supplicava Ender in ginocchio dopo la scomparsa del suo bambino».

Come si lavora sui dialoghi di una serie così brillante, dove una battuta può diventare quasi iconi-ca e raccontare un personaggio più di una lunga spiegazione?
«Trovare il ritmo del personaggio è molto importante quando si scrivono i dialoghi. Perché il pubblico ricorda più l’atteggiamento che le parole. L’intelligenza di Ender, la naturalezza di Yıldız, la calma minacciosa di Şahika… Una battuta è un po’ come la musica. Deve essere breve, ma deve comunque portare con sé l’anima del personaggio. Inoltre, deve risultare attuale. Uno degli aspetti più forti dei dialoghi di Forbidden Fruit è proprio la loro capacità di cogliere sempre lo spirito del momento».

Il pubblico di Forbidden Fruit è molto partecipe, commenta, sceglie i propri personaggi preferiti, si arrabbia, si diverte. Quanto queste reazioni arrivano nella stanza degli sceneggiatori e quanto conta l’amore del pubblico per un personaggio al fine della sceneggiatura?
«I social media sono diventati una sorta di battito cardiaco delle serie televisive, quindi naturalmente vediamo le reazioni. Tuttavia, modellare completamente la storia in base ai commenti e alle reazioni non è mai stata un’opzione per noi. La fiducia nelle storie che stavamo raccontando è sempre stata più forte delle reazioni esterne».

Guardando oggi al tuo percorso nella serie, che cosa ti ha lasciato Forbidden Fruit come autrice?
«È stato il primissimo progetto della mia carriera. Per me rappresenta una pietra miliare. Posso dire sinceramente che la mia vita si divide in prima e dopo Forbidden Fruit. Mi sono persino fatta tatuare una mela. Forbidden Fruit è stata come una scuola da cui mi sono diplomata. Mi ha insegnato il ritmo, la pazienza, la determinazione, come tenere il pubblico agganciato, come costruire sorprese e come mantenere vivi i personaggi a lungo. Mi ha insegnato moltissimo anche sulla scrittura di personaggi femminili forti».

Talat Bulut (Halit) e Eda Ece (Yildiz) in una scena di Forbidden Fruit 3
Talat Bulut (Halit) e Eda Ece (Yildiz) in una scena di Forbidden Fruit 3



C'è un personaggio che hai odiato particolarmente mentre lo scrivevi?
«Mai. Ho amato ogni personaggio che ho scritto e, mentre li scrivevo, ho sempre cercato di guardare la vita attraverso i loro occhi. Però ci sono stati momenti in cui ho fatto fatica, perché alcuni personaggi era-no così manipolatori che capirli diventava difficile. Ma, di solito, i personaggi più difficili sono anche i più interessanti».

Se avessi potuto, quale personaggio di Forbidden Fruit ti sarebbe piaciuto interpretare?
«Sicuramente Şahika. È il personaggio che mi sono divertita di più a scrivere. Una persona che abbraccia-va la propria cattiveria con piacere, si mostra esattamente per ciò che è e mescola tutto questo con l'umorismo».

Quale, invece, ti somiglia di più?
«Onestamente, nessuno di loro completamente. I personaggi di Forbidden Fruit hanno tutti personalità molto attive, mentre io in realtà sono molto calma. Però, se dovessi scegliere, direi che mi riconosco un po' nella capacità di Yıldız di ridere della vita e un po’ nel lato di Ender orientato al successo».

I cattivi della serie hanno spesso storie drammatica alle spalle. Chi è secondo te il più perfido?
«Penso che uno dei personaggi più crudeli sia Şahika. La sua intelligenza face davvero paura. Agisce attraverso la strategia più che attraverso l’emozione, non ama nessuno tranne suo fratello e non ha empatia».

A quale dei personaggi femminili ruberesti i vestiti?
«Senza esitazione, Ender. Nel suo stile c'è qualcosa di incredibilmente potente e senza tempo. Non ha mai un momento poco chic».

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