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CRONACA13 marzo 2026

Delitto di Garlasco, Andrea Sempio: "Alberto Stasi è il carnefice, non ho trovato nulla che smonti le condanne"

L'uomo indagato per l'omicidio di Chiara Poggi parla nell'intervista a Paolo Del Debbio e respinge le accuse: "Stasi? Non l'ho mai conosciuto né frequentato"
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A un anno dalla riapertura del caso dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia, viene intervistato da Paolo Del Debbio a Dritto e Rovescio, su Rete 4.

Sempio parla dell'abitudine di scrivere e tenere diari: "Scrivevo molto, era una cosa che ho sempre fatto fin da piccolo. È sia un modo per mettere in ordine dei pensieri, sia alle volte un modo per sfogarsi. E poi a un certo punto ho iniziato a tenere dei diari, giorno per giorno. E ogni tanto tu vai lì e rileggi un diario di tre o quattro anni fa e ti torna in mente quella cosa che magari ti era completamente passata di mente. Quella è una cosa che ho fatto per tanti anni. Quindi quando sono venuti da me hanno trovato tonnellate di carta".

Riguardo alla questione del libro che afferma di aver acquistato a Vigevano la mattina del delitto, di cui non ricorda il titolo, Sempio risponde: "Semplicemente non me lo ricordo. A me sembra che ormai ci si stia attaccando a ogni virgola. Se io dico: Quella mattina lì vado a Vigevano, trovo la libreria chiusa, faccio un giro della piazza, torno a casa. In un'altra intervista dico: Quella mattina vado a Vigevano, trovo la libreria chiusa, torno a casa. Ah, non ha più detto che ha fatto il giro della piazza. Cosa vuol nascondere? Perché cambia versione? Se l'è dimenticata? Sono inezie. O adesso mi tiri fuori: Io ho un filmato di te che vai nel vicolo dei Poggi, esci fuori coperto di sangue. Allora va bene, lì c'è un problema, ma se no, non me lo ricordo, semplicemente".

Andrea SempioAndrea Sempio

"Stasi è una vittima o un carnefice?", chiede Paolo Del Debbio. Sempio ha un attimo di esitazione, poi risponde: "Carnefice". L'uomo spiega: "Ogni volta che mi chiedono di lui io ho un problema: io le carte dei processi che l'hanno portato alla condanna non le ho viste, e non credo neanche che basti leggerle così e dire: Va', le ho lette, le ho capite. Non credo, se no non ci sarebbero cinque gradi di giudizio, cassazione, non è materia così semplice. Vedendo quello che io ho visto nella parte che ho potuto seguire, non ho trovato nulla che smonti le vecchie condanne. Quindi io ad oggi quella condanna non la vedo come ingiusta, non vedo nulla che le vada a smontare per ora. Quindi sì, per me è il carnefice".

Sempio chiarisce il suo rapporto con Stasi: "Non l'ho mai conosciuto. Io lui non l'ho mai frequentato, non ci ho mai parlato. Non mi è mai capitato di incontrarlo a casa".

L'uomo racconta però un episodio: "Mi è capitato solo una volta, era già successo il delitto. Eravamo in un locale di Garlasco a cena io e i miei amici e c'era lui in un altro tavolo. Noi eravamo con Marco e allora abbiamo cercato con il proprietario di cambiare tavolo in modo che non si incrociassero. Quella è stata l'unica volta che io l'ho incrociato dal vivo. Però non ci ho mai parlato, mai scambiato una parola, niente".

Il caso si è riaperto nel marzo 2025, quando Sempio avrebbe ricevuto un avviso di garanzia per omicidio in concorso. Nuove analisi del DNA effettuate sulle tracce rinvenute sotto le unghie di Chiara Poggi avrebbero mostrato una "piena concordanza" con la linea paterna di Sempio. A questo si aggiunge l'impronta palmare trovata su un muro vicino al corpo di Chiara. Sempio giustifica la presenza di tracce biologiche e dell'impronta con la sua frequente presenza in casa Poggi come amico di Marco, sostenendo che il DNA potrebbe essere frutto di contaminazione. La Procura indaga anche su presunti pagamenti che la famiglia Sempio avrebbe effettuato per ottenere l'archiviazione del caso nel 2017.

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