"Non poteva essere un cappello di Pamela perché aveva i capelli lunghi". Francesco Dolci commenta Dentro la notizia il ritrovamento di un capello nella botola degli impianti a piscina della sua abitazione. L'uomo, ascoltato più volte dai Carabinieri nel corso dell'inchiesta sul caso di Pamela Genini, nega ogni coinvolgimento nella profanazione della salma avvenuta cinque mesi dopo il funerale della donna.
Dolci ipotizza che il capello potrebbe appartenere a uno dei giornalisti che hanno visitato la sua abitazione nei giorni precedenti il ritrovamento.
L'uomo sostiene di avere prove della sua innocenza nelle comunicazioni passate con la vittima: "Ci sono sette anni di chat tra me e Pamela", dichiara Dolci, facendo riferimento anche alle storie pubblicate su Instagram dal profilo della donna durante il periodo del lockdown, quando sostiene di trovarsi nella sua abitazione.