Luca Spada, l'autista indagato dalla Procura di Forlì per omicidio volontario continuato nella vicenda delle morti sospette in ambulanza, torna a parlare a Dentro la notizia e respinge tutte le accuse, dichiarandosi innocente ed estraneo ai fatti.
L'operatore della Croce Rossa di Forlimpopoli e Bertinoro chiarisce: "Di queste persone, tranne una che realmente è morta in ambulanza, io non so nemmeno quando fossero morte. Ho appurato tramite l'avviso di garanzia che ci sono state morti che sono state successivamente al mio trasporto di cinque o dieci giorni".
L'indagato precisa: "In uno dei cinque trasporti che mi vengono contestati, in uno ero autista, quindi non ero nemmeno dietro col paziente".
Sulle condizioni dei pazienti trasportati, spiega che non si trattava sempre dello stesso tipo di problematica: "Non solo difficoltà respiratorie, non in tutti i casi era questa qui la problematica".
L'indagato smentisce il presunto sequestro di una valigetta sospetta: "Non esiste alcun tipo di valigetta sequestrata, ci tengo a ribadirlo. L'unica cosa che è stata sequestrata dagli inquirenti è un contenitore di taglienti. Sono le cose infette, ma sono su tutte le ambulanze e sono in ogni dove".
L'operatore respinge anche l'ipotesi dei presunti contatti con agenzie di onoranze funebri: "No, io ho un grande amico che ha un'agenzia funebre, ma io non ho mai avuto collaborazioni con agenzie funebre. Stiamo parlando veramente dell'assurdità. Veniamo a conoscenza solo cinque minuti prima della persona che andiamo poi successivamente a trasportare". Spada conclude: "Fin dal primo momento io mi dichiaro innocente, estraneo dai fatti".
La Procura di Forlì ha aperto un fascicolo nei confronti dell'operatore con l'ipotesi di reato di omicidio volontario continuato, aggravato dalla premeditazione e dall'uso di sostanze letali o mezzi insidiosi. L'indagine inizialmente avrebbe riguardato cinque decessi, ma ulteriori approfondimenti hanno esteso l'attenzione su altri casi.
L'episodio scatenante risalirebbe allo scorso novembre, quando una donna ultraottantenne, descritta come vigile e non in condizioni critiche al momento della partenza, è arrivata in ospedale in arresto cardiaco. Il personale sanitario avrebbe allertato i carabinieri notando un "minimo comune denominatore": pazienti anziani e malati trasportati dallo stesso operatore.
La Croce Rossa avrebbe sospeso l'autista a tempo indeterminato. L'uomo non sarebbe attualmente sottoposto a restrizioni della libertà personale mentre le indagini proseguono.