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CRONACA18 dicembre 2025

Delitto di Garlasco, la genetista Marina Baldi: "Il Dna di Sempio non è utilizzabile"

A Dentro la notizia interviene la genetista Marina Baldi, consulente della difesa di Andrea Sempio. Al centro l’udienza sul Dna e i dubbi sulla sua utilizzabilità giuridica
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A Dentro la notizia parla la genetista Marina Baldi, che collabora con la difesa di Andrea Sempio, dopo l’ultima udienza dell'incidente probatorio del delitto di Garlasco. Il confronto si concentra sull’analisi forense del Dna e sugli esiti dell’incidente probatorio, che vede al centro la perizia della dottoressa Denise Albani.

L’udienza attira attenzione anche per la presenza a sorpresa di Alberto Stasi, in quanto "parte interessata". Il punto più discusso riguarda il Dna estratto dalle unghie di Chiara Poggi, che risulterebbe compatibile con quello di Andrea Sempio e della sua linea paterna. Un elemento che, secondo alcune interpretazioni, potrebbe rappresentare una svolta, ma che le difese considerano tutt’altro che decisivo.

Entrambe le parti sembrerebbero essere soddisfatte dell’esito dell’udienza. Baldi commenta: "Mi sembra un po' come le dopo le elezioni, che tutti hanno vinto in realtà, dai monarchici ai comunisti, è sempre così".

La genetista Marina BaldiLa genetista Marina Baldi

La consulente chiarisce quindi la posizione della difesa di Sempio: "Il discorso è che questa perizia, come abbiamo detto dal primo giorno, non toglie nulla alla vicenda perché questo Dna è parzialmente attribuibile a Sempio, nel senso che se uno legge i numeri, corrispondono in parte alla Y della famiglia di Sempio, ma il significato di quel Dna è stato ben chiarito in udienza".

Secondo Baldi, il nodo centrale riguarda la natura del campione: "È un Dna misto, non completo, inutilizzabile". La genetista conferma che i marcatori potrebbero non appartenere in modo univoco a Sempio: "Essendo un misto, ci sono alcuni marcatori in cui i numeri, invece che essere uno, sono due, quindi sappiamo che quel Dna è un Dna mischiato, cioè sono almeno due Dna riuniti tra di loro".

Baldi sottolinea come questa complessità renda problematica qualsiasi conclusione netta: "Questa è la difficoltà dell'interpretazione e questa è una delle difficoltà che la dottoressa Albani ha chiarito, nel senso che non è che ha detto: è di uno o dell'altro, ha detto non è possibile escludere che si tratti di campioni provenienti da altre persone, eccetera. Quindi ha dato un quadro assolutamente generale".

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