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LE PAROLE09 febbraio 2026

Famiglia nel bosco, nonna Pauline in lacrime: "I bambini vogliono venire a casa con me"

La nonna e la zia arrivate dall'Australia parlano a Dentro la notizia dello stato dei tre minori in casa-famiglia: "Sono distrutti, estremamente ansiosi, si mangiano le unghie fino a farsi male"
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Nonna Pauline e zia Rachel, mamma e della sorella di Catherine Birmingham giunte dall'Australia, parlano a Dentro la notizia dei tre bambini della famiglia nel bosco, allontanati dai genitori Catherine e Nathan e trasferiti in una casa famiglia di Vasto.

Nonna Pauline si commuove descrivendo il momento del distacco: "È stato molto difficile lasciarli lì, molto difficile, soprattutto perché continuavano a dire Vogliamo venire a casa con te e non è bello". La donna sottolinea il legame dei nipoti con l'Italia: "Loro amano immensamente l'Italia, questa è la loro vita. Vogliono vivere qui ed è un peccato che questo stia accadendo".

Sulla confusione dei bambini, nonna Pauline spiega: "Non riescono a capire perché non possano andare a casa. Ci sono tantissime persone intorno a loro che gli stanno mentendo, quindi loro non riescono a capire cosa sia vero e cosa no".

La nonna dichiara: "Stanno molto male, sono estremamente ansiosi, continuano a mangiarsi le unghie tutto il tempo. Da bambini non hanno nemmeno mai usato il ciuccio, invece adesso continuano a mangiarsi le unghie che sono tutte rovinate e doloranti. Non va bene". Riferendosi a Catherine, conclude: "Non è giusto".

La zia Rachel racconta il primo incontro con i nipoti: "La prima cosa che mi hanno detto i bambini è vogliamo tornare a casa e questo è molto difficile per me perché mi fa sentire inutile. Non hanno i loro animali, non hanno il loro papà, non possono dormire con la loro mamma, non stanno bene, sono distrutti". Rachel aggiunge: "Questo mi rende molto preoccupata da madre, da sorella e da zia".

Sulla sorella Catherine, Rachel spiega: "Mia sorella non è ostile. Mia sorella sta proteggendo i suoi bambini come compete a ogni mamma. Lei è forte, ha lo spirito di un cavallo, è forte, ma se continua a vivere il trauma, cederà lei, cederanno i bambini, cederanno tutti".

La zia chiarisce che la famiglia non vuole portare i bambini in Australia: "Noi non vogliamo la custodia dei bambini. Per bambini come loro che sono stati traumatizzati e separati dai genitori, la migliore cura è tornare a vivere insieme a loro, quindi insieme a mamma e papà. I loro genitori sono la migliore cura per questi bambini".

Pauline, madre di Catherine della famiglia nel boscoPauline, madre di Catherine della famiglia nel bosco

La nonna Pauline e la zia Rachel erano giunte dall'Australia preoccupate per lo stato di Catherine e per l'impossibilità di comunicare telefonicamente con i nipoti, ai quali sarebbe stato negato persino il contatto per gli auguri di Natale.

Il possesso da parte di nonna Pauline e zia Rachel di un passaporto maltese, oltre a quello australiano, potrebbe rappresentare un elemento chiave nella vicenda. Essendo Malta un paese membro dell'Unione Europea, questo status potrebbe consentire al tribunale di affidare i bambini alla nonna o alla zia all'interno del quadro normativo dell'UE, rappresentando una possibile via per far lasciare ai minori la casa-famiglia e riportarli in un contesto familiare.

Il 13 novembre scorso, il Tribunale per i minorenni dell'Aquila aveva stabilito l'allontanamento dei tre figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, una bambina di 8 anni e due gemelli di 6, dalla casa nel bosco a Palmoli e il loro inserimento nella casa-famiglia di Vasto insieme alla madre.

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