Per la prima volta in uno studio televisivo, Piero Costanzo, lo zio di Chiara Costanzo, una delle vittime italiane della tragedia di Crans-Montana, interviene a Dentro la notizia su Canale 5 condotto da Gianluigi Nuzzi.
Chiara aveva 16 anni e si trovava a Crans-Montana la notte dell'incendio. Lo zio la ricorda come "una ragazza che aveva delle doti particolari, riusciva bene in tutto, era una di quelle ragazze eccellenti nel suo ambito, nonostante i suoi 16 anni, con grande entusiasmo, voglia di vivere, tutto ciò che faceva lo faceva con gran piacere, con grande intensità, grande dedizione".
A Dentro la notizia vengono mostrate per la prima volta le immagini del Constellation dopo la strage. Il ricordo delle vittime sarebbe ora costituito da un piccolo memoriale, fatto di ceri, di fiori e un pannello che ricorda le vittime. Il grande memoriale davanti al locale sarebbe stato rimosso e la struttura sarebbe stata spostata in una piazza a qualche chilometro di distanza.
Piero Costanzo commenta: "Mi piacerebbe proprio esprimere il senso di disgusto, di sdegno che mi genera questa ulteriore ferita, a vedere anche che c'è un tentativo di ritorno, tra virgolette, alla normalità, come se nulla fosse successo a venti giorni di distanza". Lo zio di Chiara sottolinea: "Sono morti quaranta ragazzi, sono state distrutte quaranta famiglie, ci sono 115 persone che sono ospedalizzate e alcune molto gravi che avranno conseguenze per tutta la loro vita in termini di operazioni, assistenze e via dicendo".
Costanzo accusa: "Gli svizzeri cosa fanno? Cercano di limitare il più possibile, in termini di immagine, la visualizzazione della strage che hanno commesso, perché hanno commesso una strage di ragazzi". Secondo lo zio della vittima: "Crans-Montana è un paese che vive sul turismo, quindi vuole ripulire, tra virgolette, l'immagine che ha, nascondendo sotto la sabbia, sotto la neve, quello che è stata la strage degli innocenti. Prima ancora di aver dato un minimo senso di giustizia a queste persone".
Piero Costanzo conclude: "Sono qua solo e unicamente per alzare la voce, permettetemi, per rispetto di mia nipote e per rispetto di tutte queste persone che hanno volontà di essere quantomeno avere un senso di giustizia che ridia in qualche modo una sorta di dignità. Nascondere le evidenze è un'azione non degna, anzi ha tutto il mio sdegno e lo dico pubblicamente in televisione".