Nel giorno della messa in suffragio delle vittime della strage di Crans-Montana, a Dentro la notizia trovano spazio le parole dei genitori di Riccardo Minghetti, uno dei sei giovani italiani morti nell’incendio del locale Constellation.
In Italia, la Procura di Roma avrebbe aperto un fascicolo per omicidio, lesioni e incendio colposi, disponendo la riesumazione dei corpi e le autopsie per fare chiarezza sulla dinamica del decesso. Secondo le ultime notizie su Crans-Montana, gli inquirenti starebbero valutando se siano state rispettate le norme di sicurezza, incluse le uscite di emergenza e il limite di capienza del locale.
Il padre e la madre di Riccardo ricordano l’ultimo contatto con il figlio poche ore prima del rogo: "A mezzanotte e dieci ho ricevuto un messaggio di buon anno da Riccardo, mi ha detto: Ti voglio bene. Io gli ho risposto: Ti voglio bene, divertiti".
Nel loro racconto emerge il carattere del ragazzo: "Era un personaggio, un provocatore, non voleva studiare, però aveva veramente un cuore tenero, anche con i più piccoli, anche con persone magari ammalate, lui subito correva. Gli amici che lo incontravano, erano tristi e poi uscivano col sorriso perché lui era sempre sorridente, era sempre un ragazzo positivo".
Sarebbe stata la prima volta che Riccardo e i suoi amici avrebbero trascorso la notte di Capodanno lontano dai genitori. In quella stessa notte, la sorella minore si sarebbe salvata per una serie di circostanze fortuite: "Per fortuna è uscita per andare a vedere la festa in piazza. Quindi questo è stato, diciamo, un miracolo".
La ragazza avrebbe cercato di aiutare chi poteva: "Lei ha soccorso i feriti, è tornata anche una seconda volta. Ha solo 15 anni, quindi è stata coraggiosa e molto altruista, e questa è una cosa che le fa onore".
I genitori di Riccardo fanno un appello: "Il dolore è il nostro e quello rimane, lo dobbiamo affrontare da soli. Noi chiediamo giustizia".
Un appello che riguarda tutte le vittime dell’incendio: "Per tutti i ragazzi perché non è solo Riccardo. Non sono state rispettate le vite umane, che penso che sia la cosa in assoluto peggiore che ci possa essere".
Nel frattempo, i proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, sono al centro dell'indagine condotta dalla Procura di Sion. L'uomo sarebbe stato posto in stato di fermo e trasferito al carcere di Sion dopo un interrogatorio di oltre sette ore. La misura sarebbe stata disposta per il potenziale pericolo di fuga.
Jessica Moretti, invece, sarebbe ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Al termine dell’udienza presso il pubblico ministero di Sion, ha dichiarato: "I miei pensieri vanno continuamente alle vittime a chi lotta oggi. È una tragedia inimmaginabile. Io ci tengo a scusarmi".