"È molto difficile da accettare, perché sono quelle cose che ti piovono addosso. Sembra sempre che capitino agli altri, poi alla fine capitano". A Dentro la notizia, parla così Stefano Casari, figlio della coppia uccisa a Mirandola, nel Modenese.
Vincenza Giannini, 74 anni, e Pietro Casari, 82, sono stati trovati in casa legati e decapitati, dopo l’allarme di una vicina preoccupata. Per il duplice omicidio aggravato sarebbe stato fermato Daniele Tavoni, 54 anni, figlio di Vincenza nato da un precedente matrimonio, che abitava nell'appartamento accanto: con la coppia ci sarebbero stati frequenti litigi per questioni di soldi: "Chi è che non litiga al giorno d'oggi?", commenta Stefano.
L'uomo parla delle condizioni del fratello, che alcuni vicini avrebbero visto più volte parlare da solo e urlare in strada: "Negli ultimi due anni non c'era più con la testa". E aggiunge: "Se era da curare, bisognava curarlo quel ragazzo. È colpa della società, perché le persone ammalate di testa, se è così, vanno aiutate". E a chi gli chiede cosa domandi ora la famiglia, risponde: "Niente".