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CRONACA16 ottobre 2026

Coniugi decapitati a Mirandola, il figlio delle vittime sul fratello: "Bisognava curarlo"

A Dentro la notizia parla il figlio della coppia uccisa a Mirandola: "È colpa della società, perché le persone ammalate di testa, se è così, vanno aiutate"
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"È molto difficile da accettare, perché sono quelle cose che ti piovono addosso. Sembra sempre che capitino agli altri, poi alla fine capitano". A Dentro la notizia, parla così Stefano Casari, figlio della coppia uccisa a Mirandola, nel Modenese.

Vincenza Giannini, 74 anni, e Pietro Casari, 82, sono stati trovati in casa legati e decapitati, dopo l’allarme di una vicina preoccupata. Per il duplice omicidio aggravato sarebbe stato fermato Daniele Tavoni, 54 anni, figlio di Vincenza nato da un precedente matrimonio, che abitava nell'appartamento accanto: con la coppia ci sarebbero stati frequenti litigi per questioni di soldi: "Chi è che non litiga al giorno d'oggi?", commenta Stefano.

Il figlio delle vittime del delitto di Mirandola, Stefano Casari
Il figlio delle vittime del delitto di Mirandola, Stefano Casari

L'uomo parla delle condizioni del fratello, che alcuni vicini avrebbero visto più volte parlare da solo e urlare in strada: "Negli ultimi due anni non c'era più con la testa". E aggiunge: "Se era da curare, bisognava curarlo quel ragazzo. È colpa della società, perché le persone ammalate di testa, se è così, vanno aiutate". E a chi gli chiede cosa domandi ora la famiglia, risponde: "Niente".

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