"Io in questo momento veramente sono provato e disperato perché questa condizione è veramente disumana", parla per la prima volta in diretta a Dentro la notizia Alessandro, il papà di Melissa e Benedetta, le due sorelline di 8 e 12 anni rimaste nascoste per circa 21 ore in un negozio di abbigliamento di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta,
L'uomo si difende: "Sono state dette le cose peggiori sul mio conto, sia come genitore che come persona. Sono stati inventati castelli di sabbia su presunti maltrattamenti o quant'altro". Alessandro ricorda che tre anni fa si sono verificati "episodi pregiudizievoli per via della loro mamma", che "se n'è andata a farsi la sua vita e quindi non ha più voluto sapere nulla dei figli", e racconta di aver completato da allora un percorso genitoriale con i servizi sociali del Comune di San Cataldo, che gli avrebbe riconosciuto da alcuni mesi l'affidamento esclusivo dei figli.
Le figlie si sarebbero ispirate, secondo la ricostruzione, a una challenge vista sui social: "A questo non mi hanno dato una spiegazione: è possibile che per loro sia stato solo un gioco". Riferisce le prime parole delle bambine al momento del ritrovamento: "Papà, ma quando ci porti via da qua? Noi vogliamo stare con te, noi vogliamo stare nella nostra casa, noi vogliamo Nunzia, che è la loro babysitter". Alessandro ricostruisce poi la sera della scomparsa, quando si trovava nel negozio di Giulia, "una ragazza con la quale mi sto conoscendo", mentre le figlie giocavano nel locale come di consueto: "Praticamente io dico alle mie figlie, come facevo spesso: Amore, andate a casa. Era lo stesso quartiere, si parla di pochissimi metri. Arrivo a casa e non le trovo".
Il padre delle bimbe continua: "Loro hanno iniziato un gioco che adesso è diventato un orrore perché si trovano in un contesto diverso, si trovano comunque distanti dal papà e da tutte le persone che li amano e loro amano, quindi non glielo ho voluto far pesare".