Nel luogo di Milano dove Aurora Livoli è stata uccisa, i suoi genitori tornano per ricordarla e chiedere giustizia. A Dentro la notizia parlano i genitori di Aurora Livoli nel luogo di Milano dove la loro figlia è stata uccisa.
"Mia figlia non stava facendo male a nessuno, aveva il diritto di di stare per strada a qualsiasi ora e nessuno si doveva permettere di toccarla. Siamo venuti qua per portare altri fiori e un angioletto che abbiamo portato dal nostro paese".
L'autore del delitto avrebbe confessato il delitto. La Procura di Milano avrebbe contestato i reati di omicidio volontario aggravato e violenza sessuale. Sull'assassino, la madre commenta: "Non è una persona, è un essere immondo e io spero nella giustizia e soprattutto nella giustizia divina".
Aurora, spiegano i genitori, viene ricordata con queste parole: "Solare, allegra, spiritosa, anche con la battuta pronta. Era comunque una ragazza fragile, poteva essere bersaglio e questo, diciamo, di persone poco affidabili".
Dalle indagini sarebbe emerso che l'assassino avrebbe avuto già diversi precedenti penali specifici per violenza sessuale. I genitori fanno una richiesta alle istituzioni: "Giustizia e che cambino le leggi. Non è possibile che una ragazza che non fa male a nessuno, che ha scelto in quel momento di fare quella cosa, non è libera di girare in una città. Perché devono morire queste bambine? Perché? Ma non poteva camminare per i fatti suoi, no? La doveva ammazzare. Perché? Bisogna fare qualcosa perché sennò ci saranno tante altre Aurora da piangere".