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L'ESCLUSIVA07 febbraio 2026

Serie turche, l'intervista al doppiatore di Feyyaz Duman in Io sono Farah e La Forza di una donna

L'intervista esclusiva al doppiatore Stefano Crescentini, voce italiana di Feyyaz Duman, che interpreta Arif e Behnam in Io sono Farah e La forza di una donna
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Arif in una scena de La forza di una donna 2Arif in una scena de La forza di una donna 2

Pubblichiamo l'intervista che Stefano Crescentini, voce italiana di Feyyaz Duman, che interpreta Arif e Behnam in Io sono Farah e La forza di una donna, ha rilasciato in esclusiva a Dreamers and Love Magazine, il mensile dedicato ai protagonisti delle serie turche più amate. Per altri contenuti il nuovo numero ti aspetta in edicola oppure su dreamersmagazine.mediaset.it

La voce di Gianni, il fratellino di Wendy in Peter Pan, è la sua. Ma quel momento è stato solo l’inizio per Stefano Crescentini, che vanta un curriculum ricco di nomi e progetti importanti. Alla fine, oltre a Hollywood, Stefano ha conosciuto e scoperto anche il mondo delle serie turche, in particolare grazie all’attore Feyyaz Duman, di cui è la voce italiana.

Proprio come Duman, è dovuto passare dal ruolo del barista gentile Arif a quello del malavitoso iraniano Behnam. "Nella mia vita personale ho caratteristiche simili sia all’uno che all’altro" racconta "anche perché sono personaggi agli opposti antropologici".

Stefano, sei un figlio d’arte e hai cominciato con Disney, in particolare con Gianni Darling di Peter Pan. Cosa ricordi dei tuoi primi anni da doppiatore bambino?
"Sono figlio d’arte: mio padre era un doppiatore e ho iniziato quasi per caso, accompagnandolo in studio quando avevo sette anni. Quel giorno mancava un bambino per due battute e, nonostante la vergogna, entrai in sala. Da lì arrivarono Peter Pan, l’incontro con Renato Izzo e la scoperta che il doppiaggio era sì una cosa divertente, ma soprattutto un lavoro vero. È stato così che è iniziata la mia carriera".

Da Disney ad Arif Kara, il timido barista de La forza di una donna. Anche lui ha qualcosa di disneyano, secondo te?
"Sì, Arif è come se vivesse un po’ in una fiaba. È un uomo di altri tempi, e per lui l’amore è l’amore con la A maiuscola, forse anche con tutte le lettere maiuscole. Anche questo sentimento che lui prova per Bahar lo dimostra con grande timidezza".

Stai doppiando l’attore Feyyaz Duman in questa serie ma anche ne Io sono Farah, nel ruolo del gangster Behnam Azadi. Di lui invece cosa ci dici?
"Nel ruolo di Behnam, Feyyaz Duman ho fatto quasi fatica a riconoscerlo. I due personaggi sono totalmente diversi, non solo fisicamente (barba, capelli leggermente più lunghi per Arif e più corti per Behnam) ma soprattutto per costruzione emotiva e caratteriale. Behnam è un uomo molto più determinato, più duro, se vogliamo anche più cattivo".

Ti è piaciuto rendere Behnam per il pubblico italiano?
"Personalmente mi sono divertito di più a lavorare sul ruolo di Behnam rispetto a quello di Arif. Non per una questione di valore, ma perché il personaggio del cattivo offre più sfaccettature, soprattutto sul piano della durezza e della complessità. Duman l’ho trovato davvero molto, molto bravo".

Sono due personaggi agli opposti antropologici.
"Io li ho doppiati uno subito dopo l’altro, ed è stato complesso... perché sono proprio diversissimi. Ma noi siamo attori, cambiare ruolo e cambiare interpretazione è il nostro mestiere".

Ma, dovendo per forza scegliere, a quale dei due ti senti più simile?
"A nessuno dei due. Potrei prendere qualche spunto da entrambi: quando devo prendere una decisione mi rivedo più in Behnam, perché è determinato. Ma sono anche una persona sensibile, dolce e timida, per questo preferisco doppiare che mettermi davanti a una telecamera... pensate che non ho neanche i social! In questo mi ritrovo in Arif".

Al posto di Arif avresti avuto tutta quella pazienza nell’aspettare Bahar? Al posto di Behnam invece... forse meglio non starci proprio al suo posto!
"Al posto di Arif... no, sinceramente non avrei avuto tutta questa pazienza. Lo dicevo anche alla mia collega Valentina Favazza (che doppia Bahar, ndr): Neanche un santo può avere la pazienza di Arif. Al posto di Behnam... no, confermo, mai vorrei essere al suo posto".

Hai un curriculum interminabile, hai doppiato attori del calibro di Christian Bale, Jake Gyllenhaal e tanti altri. C’è qualcuno di loro che ti ha messo alla prova, o che ricordi in modo speciale?
"Christian Bale mi ha messo molto alla prova ne L’impero del sole, anche perché all’epoca avevo solo dodici anni e lui era già magistrale da ragazzino. Cercavano la voce per Bale, e non trovavano il bambino. Una mia amica, Giorgia Lepore (scrittrice e direttrice del doppiaggio, ndr), venne a prendermi dalla mia sala, mi portò via dal mio turno e mi presentò per la voce del ragazzo. Feci il provino e... mi presero subito. Da lì cominciò la mia ascesa, perché il film vinse sei Oscar e fu molto amato".

Hai un attore “preferito” tra quelli che hai doppiato?
"Mi sento molto legato a Robert Pattinson, che trovo cresciuto dai tempi di Twilight e sempre più bravo. E a Jake Gyllenhall, che doppio da una vita e lo trovo camaleontico, sempre irriconoscibile".

Hai doppiato uno dei grandi amori delle ragazzine: Stefan Salvatore in The Vampire Diaries. Cosa ricordi di questa esperienza?
"Ricordo che era l’epoca di Twilight, e ci fu una polemica: alcuni sostenevano che l’autrice di Twilight avesse copiato dai libri di The Vampire Diaries. Ian Somerhalder (Damon Salvatore, ndr) lo avevo doppiato io in Lost, e in sala mi fecero provare sia lui che Damon. Poi decisero di farmi fare Stefan... ma forse mi sarei divertito di più con Damon".

E tu, invece, quando accendi la tele, su cosa ti sintonizzi?
"Eh io non sempre riesco a sintonizzarmi... perché le mie giornate sono lunghe e sempre davanti a un monitor, per cui la sera preferisco fare altro. Ma se sono a casa al pomeriggio accendo su Canale 5 e guardo le serie che doppio... anche se poi sono ipercritico e non mi piaccio mai. La considero una cosa positiva, perché mi spinge a migliorarmi... in questo lavoro bellissimo che ho la fortuna di fare".